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Sesso o amore? Quando è opportuno rifiutare certe classificazioni

Esiste ancora la vecchia dicotomia sesso-amore? E' meglio un avventura passionale e coinvolgente, ove ci si senta travolti dall'impeto e felicemente in balia dei sensi o un esperienza romantica, trattenuta da un nodo allo stomaco che ci fa volare sulle ali dell'amore, quasi a toccare il cielo e sentirsi parte di un fantastico progetto? Probabilmente la situazione ideale é quella intermedia. E non credo che sia utile continuare a immaginare tali suddivisioni. Esistono relazioni che sono basate prevalentemente sulla passione e sull'esperienza sessuale, ce ne sono altre che lo sono molto meno. Può capitare che le prime siano più intense ma più fragili delle seconde, che invece possono essere spesso più misurate e vivere su un arco temporale più lungo. E poi c'é un tempo giusto per ogni cosa. C'é un tempo per l'amore platonico e c'é un tempo per la scoperta della sessualità, della dimensione intima che può dischiudersi tra due corpi nudi. Ma ciò che conta é che dobbiamo crescere, e durante il percorso evolutivo ognuno deve vivere appieno le proprie esperienze sentimentali, che comprendono momenti felici ma anche situazioni dolorose e abbandoni. L'importante é vivere la relazione con una certa maturità, cercando un arricchimento graduale e reciproco giorno per giorno, ove vi sia il sostegno dell'amore con il fuoco della passione e dell'appagamento sessuale. Ci riusciremo?

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Le sofferenze dell'amore - Seconda parte

Gli amori contrastati, non vissuti perché non corrisposti, sono in un certo senso speciali, fantastici. Essi vivono in noi continuamente, perché anche se non trovano pienezza in una relazione concreta, pare che attingano energia da qualcosa di impalpabile e eterno, come se essi davvero fossero invincibili e immortali. Quando ci sembrano estinti, e il loro dolore pare attenuarsi in un barlume di speranza, essi sono presenti ancora, vivono in un disinganno, nella penombra di altri amori. “Io ti amerò per sempre”, oppure “Aspettò questo momento per quarant’anni” o ancora “Le disse finalmente ti amo dopo una vita di attese”. Relazioni affettive, le prime esperienze sentimentali: Io credo che queste esperienze lascino in chi le vive una traccia indelebile perché, anche nel momento in cui questa sorta di rifiuto o di impossibilità a vivere appieno l’amore viene elaborata, vengono a configurarsi in modo nuovo strutture ed esperienze. Cosa ricordate in modo indelebile? Solo il primo amore o anche il dolore di un no, diniego d’un folle amore? Ricordiamo chiaramente le indimenticabili storie d’amore dei romanzi, ove splendidamente variegate, osannate, le relazioni e gli amori non corrisposti sembrano ergersi, monumenti magnifici, cristallizzati nelle nostre memorie giovanili. Da un punto di vista psicologico il rifiuto della persona amata ci costringe a dover ristrutturare le competenze acquisite e ci mette nella condizione di dover risolvere situazioni problematiche. Abbiamo la possibilità di ripartire, sperimentando nuove esperienze.

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Le sofferenze dell'amore - Prima parte

Alle volte si può amare talmente forte da farsi male, tu senti questo groviglio nello stomaco, come di un fuoco e di un marasma che non è quieto, amore che dirompe lungamente. Daresti tutto per stare vicino a lei, per sentire l'ansito di quella postura sul tuo fianco, e sentire il suo alito di fragole e quei capelli e gli occhi e le labbra rosse. Eppure, uscendo per caso, te la trovi davanti e la vedi lì, con la sua mano nella mano d'un altro, si stringe a lui. Il baratro allora, senti proprio il precipizio in punta di piedi, sull'orlo dell'abisso, di ciò che mai avresti voluto vedere e che è li, pura e netta realtà. Tuttavia, nonostante tutto, anche se così svuotati da sentire un dolore acuto, di lama profonda, è come se un'energia superiore o sconosciuta fosse li pronta a soccorrerti, a prestarti aiuto, a darti una possibilità nuova. Certo, altro che nuove possibilità! Tu vorresti strapparla dalle mani di quello, vorresti prenderla in un soffio e d'un fiato dirle che l'ameresti per sempre, con l'anima tua che si fonde in lei, per la vita, oltre tutto, oltre la morte. Ci chiediamo allora come mai gli amori difficili o impossibili ci lasciano alla fine un ricordo indelebile, specie nelle prime esperienze sentimentali, come sia possibile che queste esperienze complicate, sognate e non vissute pienamente siano così importanti. (continua)

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L’amore è oltre tutto/2

“Ieri l’ho rivista nuovamente. Era da un po’ che non la incontravo. Aveva ancora quegli occhi grandi che le illuminavano un accenno di sorriso e le labbra disegnate su quella pelle chiara e posata. Io non pensavo che avrei sofferto ancora, non immaginavo che quello sguardo mi avrebbe reso ancora prigioniero, reso schiavo dalla trama dei suoi capelli corvini, accomodati delicatamente sul capo. Io avrei voluto lottare e ribellarmi ma al contempo ero felice di quell’estasi, del momento in cui il mio sguardo si era incrociato col suo, lì in mezzo a tutti, nel fragore delle genti, nel marasma di chi ci viveva accanto e non sapeva di noi. Come potrò allora viverne senza? Come potrò mai rassegnarmi a un’esistenza lontana da quei giorni? Fino a che punto quell’anima amante m’appartiene?” Credo che tutti più o meno ci siamo trovati in questa situazione, nel momento in cui abbiamo perso un amore importante o lo abbiamo vissuto solo parzialmente. Cosa potremmo fare? Potremmo forse abbandonarci a noi stessi? Potremmo vivere in un silenzio perenne che trasuda nel ricordo del passato, di quello che sarebbe potuto essere e che non è stato? Io penso di no. Credo che si vada e si debba andare avanti e che questo si possa fare anche bene. Può sembrare difficile ma non lo è, ci aiuta la vita, ci deve aiutare. Alle volte immagino che la vita sia simile a una grande giostra, essa ci dirige e noi siamo lì, al centro dei suoi giri e di mirandole spettacolari, affascinati e pieni di vertigine.

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L'amore è oltre tutto - Prima parte

Che cosa ci fa andare avanti quando perdiamo il nostro amore? Per me è la vita, la sopravvivenza, la forza che è in noi perennemente, a volte sopita, quasi spenta. Poi di colpo essa cessa di essere silente, sale dall’ipogeo, ci sorregge. La forza che ci permette di andare avanti forse è proprio l’amore, il premio d’ogni battaglia, il propulsore di bellezza e di vita. C’è un energia che infine ci risolleva, ci prende le mani e ci sorride, ci guarda mentre piangiamo, con un sorriso d’occhi ci asciuga le lacrime. Noi siamo giù, sentiamo l’odore della terra, il lezzo macilento che ci comprime il petto. Eppure sappiamo che il respiro è in noi, quell’armonico e ritmico riempirsi d’aria che ci tiene in vita.Supini ascoltiamo la vita che ci insegna, sappiamo che essa ci raffredda e ci riscalda, asseconda i nostri desideri e poi ci trafigge, ci tiene vicini poi ci lascia soli, ci fa stare svegli, sapientemente, a prepararci per un nuovo, grande amore.

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Innamorarsi senza tregua: continuità di uno stato affettivo

Perché mi innamoro spesso? Continuamente? Ciò che proviamo durante l'esperienze dell'innamoramento è sicuramente una sensazione particolarissima, spesso indescrivibile. Al di la della mera gratificazione sessuale (che può essere o non essere associata all'esperienza dell'innamoramento) innamorarsi significa, specie durante l'adolescenza, poter toccare il cielo con un dito, in una commistione di sensazioni contrastanti, che vanno dalla piena felicità, alla gioia e al dolore. Quest'ultimo può essere parte integrante dell'esperienza dell'innamoramento specie durante l'adolescenza, quando i rapporti e le relazioni possono cambiare vorticosamente ed hanno una funzione primaria che consente di "provare" e sperimentare diverse esperienze, in un processo di costruzione delle competenze sociali ed affettive. La separazione ed il dolore servono inoltre a misurare la tolleranza allo stress e alla frustrazione, ponendo le basi per lo sviluppo delle capacità di adattamento e delle strategie di coping. La sensazione di innamorarsi continuamente quindi non è di per se un fenomeno anomalo, se letto però da un punto di vista evolutivo, supportato dalla tendenza innata a sperimentare nuove esperienze in una fascia d'età particolare quale quella dell'adolescenza. Allo stesso tempo però è necessario considerare il fatto che esiste un periodo evolutivo specifico in cui è necessaria e auspicabile una stabilità affettiva che ponga le basi per la costruzione di storie e relazioni durature, tali da favorire una piena realizzazione di se.

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I legami affettivi sono importanti - Seconda parte

(Continua dalla prima parte). Più percepiamo dagli altri di essere oggetto d’amore e di cure, più siamo sostenuti da questa sorta di forza sociale, perché ci sentiamo apprezzati dalla comunità a cui apparteniamo e che ci appartiene. Non stupiamoci della fortissima relazione che c’è tra corpo e mente. Ogni variazione d’un livello genera e modifica strutture appartenenti all’altro, non vi è separazione. Non esistono malattie puramente fisiche che non abbiano un impatto sullo stato emotivo e psicologico, così come non vi è disagio psichico che non generi modificazioni a livello strutturale, ormonale. Tutti i cambiamenti che avvengono a livello psichico si riflettono quindi su quello somatico e viceversa, basti pensare al sistema immunitario di un depresso, che è di gran lunga meno efficace di quello d’un giovane felice e innamorato! Cosa sai allora di te stesso? Cosa possiamo intuire di noi attraverso l’immagine che diamo agli altri? Nel nostro modo di fare e di comportarci, nella nostra postura o nel modo comunicare, nel nostro essere soggetto fisico qui e ora noi portiamo all’esterno parte di ciò che ha a che fare con contenuti più profondi, legati più propriamente alla nostra sfera psicologica. E se sei felice e innamorato si vede eccome. Viva l’amore insomma, e che esso sia e che duri per sempre, che di esso tu possa ricordarti un giorno e giudicarlo con lo sguardo saggio d’un vecchio bambino.

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L’importanza della psicologia della salute per un approccio biopsicosociale alla salutogenesi - Terza parte

(Segue dalla seconda parte). Questo avviene attraverso meccanismi di mediazione cognitiva via via più evoluti e caratterizzati da un maggiore grado di complessità acquisito durante lo sviluppo e sostenuto anche dalla maturazione biologica di aree cerebrali specifiche. Una buona regolazione cognitiva è assolutamente rilevante per il buon funzionamento dell’individuo nei termini di adattamento e capacità di coping e questa risulta collegata anche alla gestione ottimale delle relazioni sociali e affettive. Così, capacità di decentramento e decision making acquisiscono davvero un ruolo di primo piano. Considerati tutti questi aspetti appare inequivocabile la direzione degli studi su cui si concentra la psicologia della salute. Il tal senso risulta primario il concetto di salutogenesi che ha in se un nucleo fondante di contenuti concernenti il benessere biopsicosociale e tutto ciò che si può fare per mantenerlo e conservarlo. Quasi quotidianamente fioriscono nuove ricerche e l’interesse scientifico tocca vari aspetti del funzionamento umano, comprese le abilità sociali connesse anche agli aspetti di regolazione affettiva. Interessante in tal senso potrebbe essere lo studio della capacità di attivazione empatica ed il suo ruolo nella genesi e nel mantenimento di un buon funzionamento sociale ed affettivo del soggetto.

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Il “mi piace” di Facebook e i contenuti emotivi dei messaggi di stato: una interessante panoramica circa i pensieri inseriti nel grande social network

Un po’ di tempo fa ho letto una interessante rassegna ove erano raccolti e analizzati i messaggi degli utenti di facebook, il social network più famoso e diffuso, verificando in particolare la relazione tra alcune variabili e i messaggi di "status" lasciati dagli utenti in bacheca. Facebook ha cercato di delineare un quadro di riferimento, una analisi della trama sociale a partire dai messaggi scritti da un milione di utenti circa e dal quale emergono informazioni interessanti circa le emozioni e gli stati d'animo. I dati mettono in evidenza l'esistenza di uno spazio virtuale e sociale ben preciso ove da un lato, i messaggi con contenuti positivi raccolgono facilmente l'approvazione degli altri utenti (con il famoso "mi piace"), mentre dall'altro le annotazioni con contenuto negativo sembrano provocare nei lettori una maggiore tendenza a commentare, come se si volesse chiarire in qualche modo il proprio punto di vista sugli aspetti centrali del messaggio letto. La tendenza a commentare darebbe luogo comunque a una sorta di richiesta implicita agli altri utenti di facebook, una richiesta d'aiuto nel dibattito e nel fiorire di risposte e di argomentazioni. L'età degli utenti pare poi sia direttamente correlata al tipo di contenuti dei messaggi: soggetti più giovani sarebbero maggiormente inclini a scrivere di se, con un minor grado di decentramento e maggiore rabbia. Di contro soggetti adulti sembrerebbero utilizzare un tono comunicativo più equilibrato, improntato a pacatezza, ove gli argomenti discussi ( che riguardano in genere l'ambito familiare e lavorativo) sono affrontati con maggiore empatia. Da un punto di vista emotivo inoltre, pare che i contenuti dei messaggi vengano in qualche modo influenzati dall'ora in cui si scrive in bacheca ed in particolare dall'intensità della luce: questa accompagnerebbe con più frequenza la scrittura di messaggi positivi, mentre con l'arrivo del buio si assisterebbe a una prevalenza di messaggi a contenuto negativo.
Queste conclusioni sono molto interessanti perché rivelano (se mai ce ne fosse stato bisogno) l'esistenza di una vera e propria rete sociale, una fitta struttura di trame relazionali nascosta da un apparente e mero espediente tecnologico.

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I legami affettivi sono importanti - Prima parte

Una volta un signore mi raccontò che gli era capitato, tanti anni prima, di avere offerto dei fiori, credo margherite, a una donna sconosciuta, che non aveva mai visto e che per caso si trovava a ridosso del finestrino d’un treno di passaggio. Lui non la rivide più, ne poté capire da dove veniva, dove andava, non conosceva neanche il suo nome. Eppure quella esperienza non fu mai dimenticata ne cancellata. Quella sorta di amore non vissuto continuava ancora oggi a galleggiare nelle anse della sua vita, sembrava vivere tra i reflussi delle sue memorie, epopee giovanili, immaginari silenti e cerulei. Era ancora oggi una immagine eterna, grandiosa, eppure all’epoca durò un istante, il tempo d’uno sguardo, il tempo di sprofondare in quegli occhi grandi e perfetti, in quella pelle chiara. Fu proprio un istante ma fu per sempre. Le relazioni affettive costituiscono quindi una parte importantissima della nostra vita relazionale, costituita dalla più vasta rete di legami sociali. Se qualcosa va storto esse possono rappresentare una fonte di stress consistente, soprattutto se vi è la perdita dei legami affettivi fondamentali. Tuttavia queste esperienze vengono considerate come fattori protettivi nell’esperienza dello stress, cioè sono una sorta di difesa e di barriera, un vero e proprio sostegno. Chi può contare sul sostegno sociale è più resistente alle malattie, vive più a lungo e meglio .. continua ..

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Separazione e divorzio: quali conseguenze per i bambini?

Spesso la separazione o il divorzio possono avere conseguenze profonde sulla vita dei bambini. I piccoli subiscono il più delle volte le problematiche legate al mondo degli adulti che pur tuttavia si trovano a dover gestire questa transizione, ossia questa complicata discontinuità nel flusso di vita. Il genitore a cui viene affidato il bambino deve poi far fronte a una serie di problemi pratici, come la minore disponibilità economica o il maggior carico di responsabilità. Tuttavia sono i bambini a subire le maggiori conseguenze in termini di modificazioni comportamentali e dell'umore. Alcuni studi hanno messo in evidenza che bambini entro i 4 anni di età mostrano a seguito della separazione dei genitori irritabilità, aggressività, disorientamento e sensi di colpa. Tuttavia l'insorgere di disagio psichico sembra più frequente nei bambini più grandi. A seguito della separazione o del divorzio dei genitori bambini di età compresa tra i 9 e gli 11 anni mostrano elevate quote d'ansia, sentimenti di perdita, a volte disperazione, senso di vuoto e di solitudine, incertezza rispetto al proprio futuro. Da un punto di vista predittivo gli effetti peggiori sui bambini sono stati registrati a seguito di separazioni o divorzi arrivati improvvisamente e ove il legame coniugale risultava caratterizzato da uno scarso dialogo e poche discussioni. Le conseguenze più gravi si hanno quando i genitori hanno un conflitto violento e quotidiano e non si separano (ciò dovrebbe far riflettere sulla opportunità e/o necessità della separazione, specie rispetto a certe ideologie religiose che si fondano su presupposti etici o morali). La stessa Chiesa Cattolica si é mostrata sempre piuttosto intransigente a tal riguardo, fatta eccezione per una parte minoritaria (la cosiddetta ala del modernismo progressista, Martiniana, con in testa il Card. Dionigi Tettamanzi). In ultima analisi è necessario, dopo questo evento stressante, che i genitori parlino al bambino della separazione o del divorzio e che cerchino di razionalizzare tale avvenimento in termini semplici, esplicitandone le conseguenze nella vita di ogni giorno.

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Il Papa a Palermo: giovani, famiglia, lavoro ma sempre dal punto di vista del modernismo conservatore - Terza parte

(Continua dalla seconda parte). E proprio da un punto di vista psicologico è inevitabile dover registrare che tale senso di pienezza e completezza accompagna spesso le nuove unioni, famiglie ricostruite che "funzionano" in modo adattivo, ove appunto i nuovi partner sono anche buoni genitori ed assolvono egregiamente ai loro doveri familiari. La questione è quindi molto complessa, probabilmente più complessa di quello che si potrebbe immaginare a partire da una analisi superficiale o farcita da facili teorizzazioni. La comunità Cristiana quindi, sostiene il Cardinale Tettamanzi, deve sentirsi partecipe della domanda portata da queste persone, da questi fratelli insomma,che avvertono una certa "durezza" nel rapporto con la realtà ecclesiale e che si domandano effettivamente quale sia lo spazio all'interno della chiesa per gli sposi che vivono la separazione, il divorzio e soprattutto una nuova unione. Non allontanatevi allora, sostiene Tettamanzi, perché la Chiesa non dovrebbe esprimere un giudizio sul valore affettivo e sulla qualità della relazione che unisce i divorziati risposati; la qual sofferenza potrebbe essere semmai considerata una ricchezza per la Chiesa stessa. Altro tema scottante riguarda l'uso del preservativo, nei confronti del quale il Cardinale Tettamanzi ha un atteggiamento analitico e non aprioristico. Sostiene infatti che il preservativo può essere utilizzato in casi particolari, ove ad esempio la moglie sia costretta ad un rapporto sessuale con il marito malato di AIDS. Nella pubblicazione "Nuova Bioetica Cristiana" il Cardinale Tettamanzi afferma il diritto della donna a respingere da un lato la costrizione all'atto coniugale e dall'altro a difendere la sua salute (nel caso vi sia rischio di contagio). Ciò che è a mio avviso importante e condivisibile è che si può in certi casi essere tolleranti nei confronti del preservativo, cioè considerarlo come male minore proprio nei casi in cui ci si trovi in una situazione in cui vi siano persone sieropositive “che non intendono assolutamente desistere dall’esercizio disordinato della sessualità”. Una visione quindi che intende dare una direzione ben precisa alla Chiesa del futuro, che sia insomma pronta a far fronte alle sempre più pressanti esigenze sociali. Lavorare coi fatti insomma. Come dire: “E’ meglio essere Cristiano senza dirlo che proclamarlo senza esserlo”.

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Il Papa a Palermo: giovani, famiglia, lavoro ma sempre dal punto di vista del modernismo conservatore - Seconda parte

(Continua dalla prima parte). Una teologia quindi che supporta una visione della chiesa che molti giudicano più vicina ai problemi concreti della gente (a partire dal modernismo sociale). "Meno dibattiti e più battiti" come usava dire Giovanni Testori, enfatizzando il peso di una Chiesa satura di convegni e di nostalgici rituali. L'ala conservatrice dominante ha ad esempio non abrogato il cosiddetto "Rito Tridentino" quanto piuttosto ha provato ad ottenere una sorta di nicchia all'interno dei riti ecclesiali esistenti. É insomma quella dei "cattoprogressisti" (così definiti) una apertura al mondo laico, con una continua enfatizzazione dell'importanza storica del Concilio Vaticano II. Ed occorre effettivamente una Chiesa che possa testimoniare con fermezza la carità, partendo dagli spunti e dalle riflessioni sociali dettate dai problemi attuali. Un ala progressista quindi che attacca una certa apologetica teologica per la quale si ha l'impressione a volte che certe parole possano contare più dei fatti. L'impegno del Cardinale Tettamanzi é stato in questo senso abbastanza chiaro, a partire dai suoi scritti e dai suoi insegnamenti. Come nella famosa lettera "Il Signore è vicino a chi ha il cuore ferito" destinata agli sposi in situazione di separazione, divorzio o nuova unione. Un messaggio importante che sottolinea quanto la chiesa dovrebbe essere vicina a coloro i quali hanno il cuore ferito. La fine del matrimonio dovrebbe essere in sostanza un motivo di sofferenza anche per la chiesa e soprattutto una "fonte di interrogativi pesanti". Nella sua disquisizione, il Cardinale Tettamanzi sostiene che in certe occasioni non solo è lecito ma probabilmente inevitabile la decisione di una separazione, ove questa rappresenti un motivo per difendere la dignità delle persone e per evitare danni e traumi più profondi (anche psicologici oltre che spesso fisici). E d'altronde (come ben sanno i lettori di questo Blog che ha come argomento principale la Psicologia e la salute) il benessere e la salute psicologica delle persone si misurano anche e soprattutto a partire da queste cose, valutando la qualità delle relazioni ed il senso di soddisfazione e di pienezza che si può esperire (si pensi alla psicologia della salute o ai temi legati alla salutogenesi). .. Continua ..

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Quando le frasi d'amore ci aiutano a comunicare i sentimenti

Nelle frasi d'amore spesso cerchiamo una sintesi per comunicare ciò che proviamo. Un sentimento complesso come l'amore e la varietà di emozioni ad esso collegate necessitano a volte di un tentativo di sintesi, quasi a voler far ordine, sistemare quel groviglio di fuoco che ti senti addosso, in uno sterminio variegato di sentimenti, parole dette e frasi pronunciate. Nelle frasi d'amore cerchiamo allora una sintesi perfetta, specie durante le prime esperienze sentimentali e durante le relazioni affettive, come un archetipo che possa far comprendere al partner ciò che proviamo e quanto importante possa essere per noi quella relazione. Tutti cerchiamo un espressione perfetta, splendide frasi d'amore che lascino il segno, magari sussurrate piano e a labbra socchiuse, sotto un manto di stelle o con la luce della luna riflessa sull'acqua del mare, così calmo, alleato perfetto nell'estasi dell'amore, antecedente a una magia di pelle e di corpi.

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Come e perché migliorare il rapporto con il partner - Terza parte

(Continua dalla seconda parte). Secondo Beck esistono alcune azioni fondamentali che permettono di correggere la situazione disfunzionale collegata al rapporto con il proprio partner. Eccone alcune: 1) Colleghiamo le nostre reazioni emotive ai pensieri automatici --> Dobbiamo mettere in relazione le emozioni che proviamo (pensate alla tristezza, all'ansia o alla rabbia) con le situazioni e gli eventi che le hanno provocate. 2) Utilizziamo l'immaginazione --> E' possibile immaginare di mettere in relazione situazioni ed emozioni. Ad esempio provate ad immaginare una determinata situazione. Scrivete quindi su un foglio i pensieri automatici che avete avuto e le situazioni emotive ad essi associate. 3) Esercitarsi ad individuare i pensieri automatici --> Più ci eserciteremo a individuare i nostri pensieri automatici maggiormente potremo trarre beneficio da questa consapevolezza. 4) Verificare l'attendibilità dei pensieri automatici --> Ponetevi le domande: "la mia interpretazione è stata corretta? Quali prove ci sono a favore? Quali contro? Esistono spiegazioni alternative a quella che ho dato?" 5) Usate risposte razionali --> A questo livello dobbiamo essere in grado di mettere sicuramente in discussione le nostre interpretazioni, attraverso l'utilizzo della ragionevolezza. Questo sforzo collaborativo tra i partner permetterà, progressivamente, di ridisegnare il rapporto alla luce di una nuova visione di se stessi e della vita in comune.

Cambiare partner? Strategia di adattamento in un ottica evolutiva

Non c'é da allarmarsi se si tende a cambiare spesso partner, specie se questo avviene durante l'adolescenza. Alcune persone possono allarmarsi se si accorgono di cambiare continuamente il proprio partner. Alle volte ci si ritrova quasi senza accorgersene a galleggiare sugli umori vorticosi, abbandoni, ritorni di fiamma, nuovi innamoramenti e delusioni. E i genitori si allarmano, perché vedono i loro figli adolescenti che si dibattono in mezzo alle tempeste dell'amore. Ma da un punto di vista psicologico, specie se considerato in ottica evolutiva, queste situazioni possono essere considerate un passaggio importante che permette all'adolescente di sperimentare nuove situazioni e nuovi ruoli, anche attraverso le primissime esperienze sessuali. Amare, innamorarsi, soffrire per ciò che si é perduto, rinascere nuovamente. Così passando da un esperienza all'altra facciamo ricorso alle nostre capacità di adattamento, diventiamo più flessibili, stimoliamo le capacità di coping e di problem solving, impariamo ad elaborare il lutto di una perdita. Tuffiamoci allora nella vita, lasciamoci stupire dalle sue continue sorprese e meraviglie, ma non dimentichiamo mai che la nostra crescita necessita del rispetto delle regole e del senso di responsabilità.

Amare troppo? Ma in adolescenza é giusto sperimentare

L'amore ha un valore immenso per la nostra vita e specie durante l'adolescenza. Credo che se esista un periodo della vita in cui tutti abbiamo rischiato almeno una volta di perdere la testa (o l'abbiamo fatto!) é proprio quello dell'adolescenza. Si vive disorientati, si galleggia senza orgoglio ne gloria in un liquido vischioso che ci tiene in sospeso, come se fossimo sull'orlo dell'abisso. Ma quanto ci fa sentire leggeri l'amore! Dispensa dolcezze infinite incorniciate nella bellezza, in un brivido caldo come una carezza. Questo é l'amore, un immane trampolino che punta al cielo e che infine vilmente ci tradisce, facendoci sprofondare nel buio. E certo tutti lo abbiamo vissuto, fa parte di noi e della nostra vita. Superare un abbandono, così come rabbrividire di piacere nell'estasi d'un bacio o di certe carezze proibite ci aiuta a crescere, ci fa diventare adulti, pone le basi per una costruzione positiva delle nostre future esperienze sentimentali e delle nostre relazioni affettive. Non ponetevi dunque il problema di amare troppo. Non é la quantità che conta, ne i numeri. Amate a occhi chiusi e sentite il peso del vostro amore sulle spalle: esso é l'oro più leggero del mondo.

Amore e relazioni affettive: le prime basi

Esiste una relazione tra la nostra infanzia e la vita adulta? Gli accadimenti che ci hanno coinvolto da bambini possono influenzare il nostro modo di vivere e le nostre relazioni attuali? La risposta è si, altroché. Lo stile educativo dei nostri genitori, la qualità della vita che abbiamo vissuto, le relazioni sociali, gli eventi, le eventuali situazioni traumatiche determinano quello che noi siamo. Se aggiungiamo a questo l’influenza del nostro patrimonio ereditario, coi nostri geni e le caratteristiche tramandate dalle ascendenze, la ricetta magica è completa. Sarebbe certamente impossibile escludere l’influenza delle componenti ereditarie, frutto di migliorie e aggiustamenti spalmati nell’arco di più generazioni, seguendo le traiettorie continue e discontinue dello sviluppo. Se abbiamo ricevuto uno stile educativo equilibrato, improntato all’ascolto e al sostegno nei momenti di difficoltà, senza stili autoritari ed eccessivamente rigidi, abbiamo ottenuto un buon punto di partenza e probabilmente, avremo relazioni affettive più stabili e soddisfacenti. In questo senso è importante che i genitori siano altamente responsivi, che siano cioè pronti a sostenere il piccolo subito e al momento giusto. Attraverso un lavoro pacato i genitori devono far comprendere al bambino che esistono delle regole e che queste devono essere rispettate. Al contempo però Il bambino non ha bisogno di madri oppressive, troppo vicine quando vorrebbe esplorare l’ambiente o totalmente assenti quando piange e richiama la sua attenzione. La qualità dell’attaccamento è importantissima. Questa sorta di base sicura che si forma durante l’infanzia rimane sostanzialmente stabile durante lo sviluppo. Già intorno ai 3 mesi il bambino comincia a discriminare le persone, soprattutto quelle che si prendono cura di lui, e comincia così questa forma di legame basilare per lo sviluppo futuro, accentuandosi dagli 8 mesi in poi. Più l’attaccamento sarà costruito su una base sicura, con uno stile educativo assertivo e non autoritario, più il bambino potrà contare su un appoggio forte e solido, che sarà utile soprattutto per fronteggiare le situazioni di stress.

Lasciamo che le nostre ferite d’amore cicatrizzino

Io immaginavo di incontrarla ancora. Non mi ero voluto rassegnare all'idea di perderla per sempre. Come in un romanzo ben fatto aspettavo il suo ritorno. Rimanevo in piedi, col portamento un po’ goffo e sull'uscio del mio destino ad aspettare il sentore dei suoi passi, il suono ritmico delle sue parole incastonate nelle nostre serate migliori, tra un bicchiere di porto e gli aromi di risacca che mi ricordavano la vicinanza al mare. Sapevo però che quella perdita non sarebbe stata transitoria ne mi sarebbe stata concessa una deroga, impalpabile eccezione a me che ero incompleto e fallace, inutile senza di lei; della mia anima me ne mancava un pezzo. Come avrei fatto a vivere senza? Come avrei potuto colmare quella voragine e uscire dal liquido salmastro in cui mi sentivo immerso?” Allora mi sono chiesto: quale potrebbe essere la soluzione a situazioni simili, quando la perdita di un amore, di un grande affetto diventa netta e irreversibile? Noi ci appoggiamo agli altri, questo ci serve per vivere e vivere integrati al nostro contesto sociale. Questo avviene ancora di più quando ad essere coinvolta è la nostra sfera più intima e siamo noi direttamente coinvolti nella perdita della relazione affettiva. Non è facile allora risalire dal baratro della nostra perdita, da questo ipogeo di lacrime che abbiamo perso goccia a goccia. Eppure, normalmente, superiamo la prova e a pieni voti. Questa nostra capacità è innata, fa parte dell'uomo ed è tramandata alle generazioni future grazie a quanto custodito nel patrimonio genetico. Allo stesso tempo vi è in essa una componente appresa, rinforzata da specifici modelli sociali. E poi, a volerla dirla tutta, c’è qualcosa che è al di la di ogni cosa, il nostro essere oltre il tempo e lo spazio, ciò che discende da una natura sovrannaturale.Proprio per questo la capacità delle persone di reagire e di rispondere in modo adattivo a questo tipo di sollecitazioni esterne non è uguale per tutti, ce chi lo fa con facilità e chi invece deve faticare maggiormente per uscire dal periodo di crisi.

Come e perché migliorare il rapporto con il partner - Seconda parte

Nelle coppie in crisi ognuno ripete spesso: "il mio partner non potrà mai cambiare". Il tono è ottenebrato da questa rete di pensieri e convinzioni errate per cui si è invischiati in situazioni complicate da gestire, questi schemi diventano allora modelli di comportamento abituali. Come possiamo fare a ripensare il rapporto? Innanzitutto miglioriamone la base. Concentriamoci in particolare su 4 elementi: 1) Miglioriamo la collaborazione; 2) Miglioriamo l'impegno; 3) Miglioriamo la fiducia di fondo; 4) Miglioriamo la lealtà Lavorando su questi elementi i partner potranno gestire le singole situazioni in un ottica meno egocentrica, lavorando per un obiettivo comune, negoziando sui problemi e sulle decisioni da prendere. Dovranno aumentare la concentrazione e l'impegno, essere coscienti del fatto che il comportamento dell'altro non sarà mai messo in atto per danneggiare il partner. Questo aspetto è legato alla fiducia, alla lealtà e alla dedizione sincera.Dopo avere lavorato su questi aspetti potremo continuare ulteriormente a lavorare sul nostro progetto di miglioramento. …Continua