domenica 21 aprile 2013

Come scrivere una buona tesi di specializzazione in psicoterapia? Essere chiari e concisi prima di tutto





Come predisporre una buona tesi di specializzazione? Ricevo molte mail di giovani colleghi che mi chiedono consigli su come impostare correttamente la propria tesi di specializzazione in psicoterapia. Nell’ultimo periodo di studi infatti gli specializzandi devono predisporre ciò che poi diverrà la vera e propria tesi di specializzazione. E’ in un certo senso un lavoro di sintesi dell’intero quadriennio di specializzazione.

L’esperienza raccolta e i vari casi clinici devono essere ordinati e sistematizzati al fine di scegliere la rosa di casi che costituirà la tesi stessa. E’ un lavoro impegnativo, ma è parte integrante del processo formativo.

Il consiglio che do è quello di lavorare seriamente ai propri casi clinici, cercando di essere il più possibile chiari. E’ un lavoro di sintesi, e quindi non è necessario dilungarsi più di tanto. Direi che ogni singolo capitolo dovrebbe essere strutturato in modo da fornire chiaramente le linee fondamentali utilizzate per muoversi nell’arco del processo terapeutico.

Si dovrebbe iniziare col fornire delle informazioni generali rispetto alla patologia in questione e al trattamento. Quest’ultimo chiaramente risentirà del proprio orientamento teorico. Una volta terminata questa prima parte introduttiva si può passare alla fase di assessment del caso clinico. A questo livello è molto importante fornire indicazioni circa le impressioni di primo colloquio: come si presenta il paziente? Arriva puntualmente? Quale è il suo atteggiamento? Evidenzia un rallentamento motorio una coartazione emotiva e comportamentale? L’eloquio risulta poco espressivo e non ben modulato? L’espressione è partecipe? Quale è il suo atteggiamento complessivo? ecc.

Se vuoi puoi scaricare direttamente l’eBook della mia tesi di specializzazione. E’ disponibile sul sito de “il mio libro” gruppo Editoriale l’Espresso a soli 3,99 euro: Clicca Qui





venerdì 12 aprile 2013

Pubblicato l'eBook "Perché sono insicuro?" manuale di auto aiuto per superare l'insicurezza





Informo tutti I lettori del Blog che è disponibile l’eBook “Perché sono insicuro?” al costo di soli 0,99 €. Molte persone oggi si sentono insicure, specie nei rapporti con gli altri. L’insicurezza, l’ansia, la mancanza di fiducia nelle nostre possibilità contribuiscono al nostro malessere, mettono a rischio la nostra qualità di vita. Stare meglio è sicuramente possibile, basta cambiare il modo di pensare e di vedere le cose. Quando ci troviamo di fronte a un problema che ci appare complesso o insormontabile, spesso la soluzione è semplice. Dobbiamo solo interpretare ciò che ci accade in modo differente, solo così potremo allontanare l’insicurezza. L’eBook spiega in modo semplice come diventare più sicuri. Potete sfogliare e acquistare l’eBook “Perché sono insicuro?” qui: Sfoglia l’eBook “Perché sono insicuro?”
Il libro sarà presto disponibile su Amazon, iBook di Apple e tanti altri. Vi aggiornerò i prossimi giorni. Chiedo ai lettori che lo vorranno di condividere la notizia! Grazie a tutti.


mercoledì 3 aprile 2013

Appello delle società scientifiche affinché la Psicologia sia inserita nel decreto sugli standard ospedalieri





Il decreto proposto dal Governo e Regioni non contempla le attività psicologiche tra quelle erogate negli ospedali. Leggi il documento delle società scientifiche e firma l'appello sul sito: http://firmiamo.it/non-cancelliamo-la-psicologia-in-ospedale-appello#petition
L’ansia, la depressione, lo stress incidono non solo sul vissuto della persona, ma anche sull’organismo, abbassano le difese e ritardano la guarigione (per es.: una ferita chirurgica impiega il 40% del tempo in più a rimarginarsi). Disporre di un sostegno psicologico per molti pazienti e per i loro familiari può essere davvero importante, e questo è vero anche per il personale ospedaliero. Lo psicologo può aiutare medici ed infermieri a gestire lo stress ed a relazionarsi meglio con gli utenti. Lo psicologo può promuovere una maggiore e positiva integrazione in diversi aspetti della cura: tra mente e corpo, tra paziente ed operatori, tra cura e relazione, tra aiutare e fornire strumenti di auto-aiuto, tra momenti “riparativi” e occasioni di promozione della salute. Le evidenze mostrano come la psicologia in ospedale sia una risorsa etica e di efficacia, possa contribuire in modo significativo a fare dell’ospedale un luogo più umano e a misura di persona, ad aumentare l’appropriatezza e l’integrazione delle cure, nonché la soddisfazione dell’utente. Inoltre, non si può pensare di dare una risposta di cura soltanto di tipo psichiatrico o farmacologico, perché ciò che sta intorno al malato è una serie di situazioni critiche e problemi articolati e diversi e, nella maggior parte dei casi, non affrontabili efficacemente con un farmaco.


mercoledì 27 marzo 2013

Ebook Tesi di Specializzazione in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale: un successo decretato dal vostro interesse





Poche righe per ringraziare semplicemente tutti i lettori e i colleghi specialisti e specializzandi o iscritti al corso di laurea in Psicologia che hanno trovato utile e interessante l’eBook Tesi di Specializzazione in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale. Ho ricevuto molte mail di approvazione e molti complimenti. Per questo vi ringrazio e vi chiedo di condividere l’eBook con altri colleghi. La pubblicazione è costituita da 7 casi clinici (di cui uno con schema therapy) e una ricerca nell’ambito della psicologia ospedaliera e per i trapianti d’organo.

L’eBook sarà presto disponibile su iTunes di Apple, Amazon, La Feltrinelli e altri ancora. In attesa potete trovarlo qui.

domenica 17 marzo 2013

A Bagheria mini corso di auto aiuto: ansia e attacchi di panico





A Bagheria Mini Corso di auto aiuto per Ansia e Attacchi di Panico

Il Corso avrà la durata di 2 ore

Programma: Cosa è l'ansia, le interpretazioni catastrofiche, la sequenza pensieri-emozioni-comportamenti, il circolo del panico, i comportamenti protettivi, gli evitamenti, lo stress e le strategie di coping, tecniche di respirazione

Quota partecipazione MINI PREZZO: 9,90 euro

Posti ad esaurimento
Max 5 partecipanti


Il corso sarà tenuto dal Dott. Francesco Greco, Psicologo e Psicoteraputa, specialista in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale

Per info e prenotazioni visita QUI

Segui la pagina Facebook dell'evento

lunedì 17 dicembre 2012

Ebook Tesi di Specializzazione in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale

Informo tutti i colleghi e coloro fossero interessati che è disponibile la versione Ebook della mia Tesi di Specializzazione in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale:

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lunedì 30 luglio 2012

Come ottenere che i bambini si comportino in modo adeguato utilizzando opportunamente elogi e rinforzi

Come fare a ottenere che nostro figlio si comporti come vogliamo e in modo adeguato? A tal proposito é possibile utilizzare al meglio gli insegnamenti che derivano dalle teorie dell'apprendimento, in modo da gestire i pattern comportamentali attraverso specifici rinforzi. Quando vostro figlio mette in atto un comportamento inadeguato, potete ad esempio ignorare l'evento, facendo in modo però che sia chiaro al bambino che la risposta data in quell'occasione è ben diversa da quella che dareste nel caso in cui il piccolo si comporti come voi volete. Quando il bambino emette un comportamento che voi giudicate come appropriato rinforzatelo infatti opportunamente: il bambino dovrà essere ricompensato rispetto alla situazione contingente. Il bambino in questo caso dovrà comprendere la relazione esistente tra il comportamento emesso, l'esito della sua risposta e la vostra reazione. Questo deve comportare per il bambino un evento piacevole, e può essere utilizzato l'elogio quale rinforzo. Il piccolo comprende così ciò che ci si aspetta da lui in termini di comportamento desiderato e soprattutto che esistono regole ben definite da rispettare. Consiglio ai genitori di decidere sempre di comune accordo quali sono i comportamenti adeguati per il bambino e quali sono le norme che deve rispettare. Se le figure di accudimento non sono concordi circa regole e pratiche educative il bambino avrà maggiori difficoltà a comprendere esattamente ciò che ci si aspetta da lui.

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martedì 10 luglio 2012

Il processo di scelta dell'università non può prescindere da una accurata conoscenza di se e dei propri personal tools

E' abbastanza condivisibile l'assunto per cui per fare la giusta scelta del corso di laurea é necessario conoscere attentamente se stessi, le risorse disponibili, le competenze che si possiedono e quelle che si vogliono acquisire, coerentemente con le aspettative e i valori di riferimento. E perché parlare di aspettative e valori? Perché dovremo impegnarci per capire ciò che realmente ci interessa. Il mio obiettivo é fare soldi? Voglio concentrarmi per costruire una carriera di successo? O voglio fare semplicemente ciò che mi piace e mi appassiona, anche se questo non mi garantirà necessariamente un posto di lavoro? Si comprende chiaramente che la differenza é sostanziale e che fondamentale é perseguire una sorta di compromesso, ossia un percorso ideale e ottimale che ci consenta di fare ciò che ci appassiona e che ci permetta allo stesso tempo di avere soddisfazioni anche economiche. Questo é sicuramente possibile, ma lo é ancor di più se saremo noi per primi a sforzarci di capire ciò che conta dal nostro personale punto di vista. Poniti allora le domande: "quale é il mio obiettivo?", "posseggo gli strumenti per realizzarlo?", "le mie risorse, anche finanziarie, sono sufficienti?", "la città in cui vivo mi permette di scegliere il corso di laurea che ho scelto o sono costretto a trasferirmi lontano da casa?", "sono disposto a viaggiare? E per questo ho il supporto della mia famiglia?" Iniziare a fare chiarezza é il primo passo per scegliere adeguatamente il proprio percorso di studi.In fin dei conti si fa una scelta per la quale dovremo impegnare buona parte delle nostre risorse: scegliere bene é il miglior modo per iniziare.

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martedì 3 luglio 2012

Quando viene effettuato il prelievo degli organi per il trapianto?

Oggi sempre più spesso si parla di trapianti. L'attenzione e la sensibilità dell'opinione pubblica é aumentata considerevolmente negli ultimi anni e questo perché purtroppo sono aumentate le diagnosi di malattie terminali d'organo. Così gradualmente si sono cominciati a prendere in considerazione gli aspetti legati all'impatto e alle conseguenze psicosociali del trapianto nei pazienti. Si é più volte ribadita in tal senso l'importanza di una attenta valutazione psicologica dei pazienti preliminare al trapianto stesso. Tuttavia molti ancora oggi si pongono interrogativi apparentemente semplici legati all'intervento e questo é sicuramente dovuto alla necessità di fare maggiore chiarezza. Ad esempio quando avviene il trapianto d'organi? Questo avviene solo ed esclusivamente quando vengono accertate specifiche condizioni cliniche del paziente. Il prelievo avviene infatti nel momento in cui é possibile accertare senza ombra di dubbio la morte encefalica o morte cerebrale, una condizione cioè che é definita irreversibile. Non si tratta quindi di coma, il quale di per se é uno stato ben diverso in presenza del quale non si procederebbe certo all'espianto. L'accertamento di morte cerebrale é effettuato da un medico legale, da un anestesista-rianimatore e da un neurofisiopatologo, i quali stilano una certificazione sulla base di un periodo di osservazione che per gli adulti é di almeno 6 ore consecutive.Solo una volta verificata la cessazione di ogni attività cerebrale si potrà procedere al prelievo degli organi, i quali vengono così trapiantati al paziente ricevente.

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venerdì 15 giugno 2012

Salute e salutogenesi: quanto contano capacità di adattamento e fattori protettivi?

Il miracolo della vita si rinnova ogni giorno, quando svegliandoci al mattino diamo inizio a una nuova giornata. Poi iniziamo a risolvere i nostri problemi di ogni giorno, dai più piccoli a quelli che richiedono un maggiore impegno. Le nostre risorse individuali ci consentono di adattarci e di essere flessibili, così da gestire al meglio le attività attraverso un continuo processo di problem solving. Fattori protettivi, individuali e sociali, flessibilità, strategie di coping sono tutti ingredienti che contribuiscono al mantenimento del benessere e della salute nell'ottica della salutogenesi. Dal punto di vista della salutogenesi é infatti fondamentale il concetto di forza, che é legato a sua volta al concetto di benessere. Ognuno di noi ha in se un nucleo fondante di fondante di forze vitali che ci permettono di mantenere standard di vita ottimali. Il nostro stile di vita, le abitudini alimentari, il modo tutto personale che abbiamo per affrontare i problemi di ogni giorno influiscono sul livello di forze disponibili e sullo stato di salute generale, e quindi sono strettamente collegati al concetto di salutogenesi. Chiudi gli occhi e concentrati sulle tue forze. Sai che puoi contare su di te, sei cosciente delle tue forze individuali ma anche dell'importanza che hanno gli altri nel sostenerti. Sai che il benessere passa dalla piena realizzazione di se tenendo conto dell'ambiente sociale, affettivo e lavorativo. Sii flessibile, vivi con spirito di accettazione allenandoti alla pazienza: salute e salutogenesi significano anche questo.

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