Come evolve il gioco in relazione all'età del bambino? (parte 2)

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In Rubriche - Intervista alla terapista

Come evolve il gioco in relazione all'età del bambino? (parte 2)

Abbiamo visto come il gioco assuma un ruolo fondamentale per lo sviluppo del bambino sotto numerosi aspetti: cognitivo, emotivo, socio-affettivo.
Nei primi mesi di vita si incentra sulla relazione con il care-giver, successivamente l'attenzione si sposta dalle persone agli oggetti. Si è parlato poi di come aumenti la complessità del gioco e delle competenze coinvolte con l'aumentare dell'età.
Il gioco simbolico, che inizia a svilupparsi dai due anni, dai tre si evolve enormemente infatti i temi non sono più strettamente dipendenti dall'esperienza diretta del bambino ma diventano temi di fantasia in cui è centrale la condivisione con i coetanei e inizia a comparire la pianificazione esplicita delle azioni prima della loro esecuzione.
L'età prescolare è l'età del gioco di fantasia; questo è caratterizzato dall'interpretazione, da parte dei bambini, di ruoli socialmente codificati (ad esempio mamma e figlia, insegnante e alunno, ladro e poliziotto…) e dalla presenza di regole che vengono concordate in corso di gioco.
Si differenziano dal gioco di fantasia i giochi con regole che, secondo Piaget, richiedono la presenza di almeno due partecipanti in competizione tra loro i cui comportamenti sono regolati da codici prestabiliti.
Questo tipo di gioco compare verso la fine dell'età prescolare, ha un carattere più formale e convenzionale e possiede l'importante ruolo di mettere alla prova le proprie capacità e di verificare fino a che punto si è in grado di arrivare rispetto a un determinato obiettivo.
Bambini e bambine nel corso del tempo acquisiscono modi diversi di giocare che diventano sempre più congruenti con gli stereotipi di ruolo sessuale. Sono molti i fattori che intervengono nel processo si tipizzazione sessuale: fattori socio-culturali, relazionali e individuali; la scelta del gioco non avviene solo a causa di una stimolazione esterna ma vi è una predisposizione di base che si integra ad una elaborazione concettuale del bambino che lo porta ad aderire a determinati modelli.
Sicuramente i contesti, i giocattoli e le attività proposte sono dei rinforzi potenti del proprio essere "un bambino" o "una bambina".
Un altro argomento ampiamente dibattuto è quello delle armi giocattolo, dei videogiochi e dei film violenti.
Da alcuni studi emerge che il gioco di guerra fa parte delle attività naturali e spontanee dei bambini e non sembra arrecare danni particolari d'altro canto non si può neanche escludere che giochi e filmati violenti possano esacerbare tendenze aggressive preesistenti nel bambino.
Per quanto riguarda i videogiochi sono stati evidenziati sia effetti negativi a breve termine sia effetti positivi sulle abilità cognitive coinvolte nello svolgimento del gioco e sulle competenze sociali necessarie per interagire in modo collaborativo con i coetanei.


Intervista alla terapista: Il mio lavoro di Terapista dell'Età Evolutiva ha come oggetto il bambino. Questo è però inserito in una "rete" in cui i protagonisti sono in genere la famiglia e la scuola; è proprio dalle persone appartenenti a queste due categorie che mi piovono addosso una miriade di domande. Ho pensato quindi che potrebbe essere interessante condividere i dubbi di genitori e insegnanti e le risposte che diamo noi professionisti facenti parte dell'equipe.


Floriana Boffo: Mi chiamo Floriana Boffo, sono una Terapista della Neuropsicomotricità dell'Età Evolutiva. Ho conseguito la laurea a Roma presso l'Università La Sapienza con votazione di 110/110 e lode nel 2007 e da allora ho lavorato e lavoro tuttora in centri di riabilitazione convenzionati e privati dove valuto e tratto bambini con Disturbi dello Sviluppo. Ho conseguito un Master di primo livello in "Disturbi dell'Apprendimento Scolastico" e partecipato alla stesura delle linee guida sul trattamento dell'autismo presso l'istituto Superiore di sanità. Mi aggiorno costantemente tramite corsi e convegni sugli argomenti di maggiore interesse per la mia professione. Nel 2012 con alcuni colleghi ho aperto uno studio privato a Roma "Riabilitazione Monteverde". Sito web: www.riabilitazionemonteverde.com mail: floriana.boffo@gmail.com



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