Su Anna Favella e “Terra ribelle”: mi è piaciuta molto - Seconda parte

10:07 Redazione 0 Comments

(Continua dalla prima parte). Terra ribelle ok. Anna Favella ok. Qual è il punto? Il punto credo che sia l’amore, cioè quell’idea e quegli esiti dell’amore che forse vivono solo nelle grandi storie o nei romanzi. Insomma, anche se uno riesce a trovare l’amore della sua vita, la propria anima amante, quella per la quale saremmo pronti a sacrificare tutto e che si rincorre di vita in vita non è affatto detto che ci sia un lieto fine, cioè che tutto vada per il verso giusto. Diciamo semmai che la vita è troppo complicata e a volte beffarda. Gli amori contrastati e impossibili sono quelli per cui tutti vorremmo lottare, quelli che ognuno ha sognato a labbra socchiuse sospirando sopra le pagine di un romanzo. Ma realmente, nella vita di tutti i giorni è altrettanto facile trovare la verità, la gioia di un amore vero e per il quale è possibile rompere tutti i tipi di catene? Non so, certo credo che questo film narri di coraggio e di amore o quantomeno di come nulla accada per caso e di come due innamorati riescano a rompere certe costrizioni, certi muri inespugnabili. In una sorta di immane giustizia allora i protagonisti si ritrovano e al di la di una apparente lontananza dovuta alle differenze sociali si riscoprono poi più vicini di quanto avrebbero potuto immaginare. E certo colpisce ancora la naturalezza della protagonista, la gentile posa dei suoi capelli, la moltitudine di espressioni che vivono attraverso lo sguardo dei suoi occhi. Un piccolo tesoro di bravura e di bellezza cresciuto nella provincia romana, nel silenzio di un teatro di nicchia ed esploso poi tra le macchine da presa e l’arrivo in Argentina. Nulla accade per caso.

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