Problem solving contro lo stress

05:45 Redazione 0 Comments

Oggi il mondo ci chiede di resistere sempre di più allo stress. Dobbiamo adeguarci necessariamente. In altre circostanze si direbbe chi si ferma è perduto. Eppure noi non dobbiamo conformarci a questo andamento delirante, dobbiamo cercare di essere più forti e flessibili. La nostra forza deve nascere quindi dalla flessibilità, cioè dalla capacità di adattarci continuamente. Dobbiamo essere sempre pronti. Come vedete i cambiamenti avvengono a una velocità impressionante e questo è proprio sotto i nostri occhi ogni giorno. Questo continuo riposizionamento si rende necessario per gestire i cambiamenti repentini che coinvolgono sia i livelli micro, tipo quello familiare, sia i livelli macro, come i cambiamenti sociali su vasta scala. Per cominciare dobbiamo considerare l’evento stressante (stressor) come una sorta di problema delineando le azioni necessarie per ottenerne la soluzione (che è il nostro obiettivo). Questo può avvenire attraverso la produzione di un ampia varietà di alternative possibili, per le quali è sempre necessario valutare i pro e i contro. Una volta individuata la strategia utile è necessario validarla e metterla in pratica attraverso l’immaginazione. Così potremo sperimentarla prima della attuazione vera e propria. Solo se riusciremo a metterci in gioco, considerando anche i possibili fallimenti, potremo riconsiderare il problema di fondo alla luce di una nuova prospettiva.

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Esperienze sentimentali: una base su cui costruire le trame relazionali

05:38 Redazione 0 Comments


In Rubriche - Mente e benessere

Esperienze sentimentali: una base su cui costruire le trame relazionali

Per comprendere quanto possano essere importanti le prime esperienze sentimentali, i primi innamoramenti, non si é certo obbligati a leggere o conoscere dettagliatamente i manuali di psicologia dello sviluppo.
Nel corso dello sviluppo l'innamoramento é molto importante, e la capacità di innamorarsi é una competenza che definirei strategica per l'individuo, anche da un punto di vista biologico e filogenetico.
Le prime relazioni affettive ci permettono innanzitutto di misurare le nostre competenze rispetto agli altri, di sperimentare ciò che siamo e la nostra attitudine a costruire attivamente le reti di interazione sociale.
Questo ci permette così di metterci in gioco e di testare le nostre performance, con un feedback di ritorno relativo alla nostra identità e all'autoefficacia percepita.
E quando ci si innamora, specie in adolescenza, non sono tutte rose e fiori, si può volare ma si cade anche. Questi aspetti non sono certo di poco conto. Dobbiamo imparare a rialzarci.
Superare un abbandono, elaborando questo tipo di perdita, ci permette di crescere e di maturare. Adattamento, flessibilità, problem solving sono tutte cose che ci serviranno.


Mente e benessere: La rubrica Mente e benessere prova a sviluppare una riflessione e un approfondimento sull'ampio tema concernente il benessere e la salute, qui intesa in termini multifattoriali e costituita da aspetti psicologici, biologici e sociali.
L'attenzione è focalizzata su una visione basata sul modello cognitivo, come chiave interpretativa ed operativa per la messa in atto di protocolli terapeutici nei casi di disagio psichico.


Francesco Greco è uno psicologo, specialista in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale. Svolge attività clinica per i disturbi d'ansia, depressione, disturbi dello sviluppo, consulenza di coppia e familiare.
E’ fondatore e amministratore del sito web Psicologia e Salute, un open network divulgativo pensato per offrire servizi agli utenti e ai professionisti della psicologia.
I suoi interessi riguardano prevalentemente la psicoterapia cognitiva, la psicologia della salute, i processi di apprendimento, le neuroscienze, la psicologia ospedaliera e la ricerca applicata alla medicina comportamentale. Ama scrivere articoli e racconti, tenendo in considerazione alcuni concetti legati al publishing, al web marketing e alla psicologia della comunicazione. Ha scritto il libro Perché sono insicuro?, un piccolo manuale per aiutare le persone a diventare più sicure e a cambiare il modo di interpretare le proprie emozioni e comportamenti. L'opera è disponibile in versione eBook su Amazon, iBook di Apple, Feltrinelli, Rizzoli, Ibs.
Ha svolto attività di Resident Psychology presso l’ISMETT (Istituto Mediterraneo per i Trapianti e Terapie ad Alta Specializzazione) di Palermo. In quest'ambito si è occupato di counselling, sostegno psicologico e terapia dei pazienti con insufficienze terminali d'organo, in attesa di trapianto e soggetti già trapiantati, focalizzandosi sul trattamento dell'eventuale disagio psicologico e nel miglioramento della qualità di vita dei pazienti che hanno avuto una specifica diagnosi di malattia organica.
E’ membro dell'Associazione Italiana di Analisi e Modificazione del Comportamento e Terapia Comportamentale e Cognitiva (AIAMC), una associazione scientifico-professionale che certifica la formazione specifica in questo ambito.



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L’importanza della psicologia della salute per un approccio biopsicosociale alla salutogenesi - Terza parte

05:30 Redazione 0 Comments

(Segue dalla seconda parte). Questo avviene attraverso meccanismi di mediazione cognitiva via via più evoluti e caratterizzati da un maggiore grado di complessità acquisito durante lo sviluppo e sostenuto anche dalla maturazione biologica di aree cerebrali specifiche. Una buona regolazione cognitiva è assolutamente rilevante per il buon funzionamento dell’individuo nei termini di adattamento e capacità di coping e questa risulta collegata anche alla gestione ottimale delle relazioni sociali e affettive. Così, capacità di decentramento e decision making acquisiscono davvero un ruolo di primo piano. Considerati tutti questi aspetti appare inequivocabile la direzione degli studi su cui si concentra la psicologia della salute. Il tal senso risulta primario il concetto di salutogenesi che ha in se un nucleo fondante di contenuti concernenti il benessere biopsicosociale e tutto ciò che si può fare per mantenerlo e conservarlo. Quasi quotidianamente fioriscono nuove ricerche e l’interesse scientifico tocca vari aspetti del funzionamento umano, comprese le abilità sociali connesse anche agli aspetti di regolazione affettiva. Interessante in tal senso potrebbe essere lo studio della capacità di attivazione empatica ed il suo ruolo nella genesi e nel mantenimento di un buon funzionamento sociale ed affettivo del soggetto.

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Il “mi piace” di Facebook e i contenuti emotivi dei messaggi di stato: una interessante panoramica circa i pensieri inseriti nel grande social network

06:36 Redazione 0 Comments

Un po’ di tempo fa ho letto una interessante rassegna ove erano raccolti e analizzati i messaggi degli utenti di facebook, il social network più famoso e diffuso, verificando in particolare la relazione tra alcune variabili e i messaggi di "status" lasciati dagli utenti in bacheca. Facebook ha cercato di delineare un quadro di riferimento, una analisi della trama sociale a partire dai messaggi scritti da un milione di utenti circa e dal quale emergono informazioni interessanti circa le emozioni e gli stati d'animo. I dati mettono in evidenza l'esistenza di uno spazio virtuale e sociale ben preciso ove da un lato, i messaggi con contenuti positivi raccolgono facilmente l'approvazione degli altri utenti (con il famoso "mi piace"), mentre dall'altro le annotazioni con contenuto negativo sembrano provocare nei lettori una maggiore tendenza a commentare, come se si volesse chiarire in qualche modo il proprio punto di vista sugli aspetti centrali del messaggio letto. La tendenza a commentare darebbe luogo comunque a una sorta di richiesta implicita agli altri utenti di facebook, una richiesta d'aiuto nel dibattito e nel fiorire di risposte e di argomentazioni. L'età degli utenti pare poi sia direttamente correlata al tipo di contenuti dei messaggi: soggetti più giovani sarebbero maggiormente inclini a scrivere di se, con un minor grado di decentramento e maggiore rabbia. Di contro soggetti adulti sembrerebbero utilizzare un tono comunicativo più equilibrato, improntato a pacatezza, ove gli argomenti discussi ( che riguardano in genere l'ambito familiare e lavorativo) sono affrontati con maggiore empatia. Da un punto di vista emotivo inoltre, pare che i contenuti dei messaggi vengano in qualche modo influenzati dall'ora in cui si scrive in bacheca ed in particolare dall'intensità della luce: questa accompagnerebbe con più frequenza la scrittura di messaggi positivi, mentre con l'arrivo del buio si assisterebbe a una prevalenza di messaggi a contenuto negativo.
Queste conclusioni sono molto interessanti perché rivelano (se mai ce ne fosse stato bisogno) l'esistenza di una vera e propria rete sociale, una fitta struttura di trame relazionali nascosta da un apparente e mero espediente tecnologico.

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Le vostre domande: Cosa sono i pensieri automatici negativi?

05:12 Redazione 0 Comments

Considerando la teoria dell'ansia di Beck, i pensieri automatici negativi si riferiscono agli elementi cognitivi che compongono lo schema di riferimento circa le interpretazioni degli eventi in termini di pericolosità. Essendo elementi di superficie riguardano i giudizi e le interpretazioni degli eventi.

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I legami affettivi sono importanti - Prima parte

06:11 Redazione 0 Comments

Una volta un signore mi raccontò che gli era capitato, tanti anni prima, di avere offerto dei fiori, credo margherite, a una donna sconosciuta, che non aveva mai visto e che per caso si trovava a ridosso del finestrino d’un treno di passaggio. Lui non la rivide più, ne poté capire da dove veniva, dove andava, non conosceva neanche il suo nome. Eppure quella esperienza non fu mai dimenticata ne cancellata. Quella sorta di amore non vissuto continuava ancora oggi a galleggiare nelle anse della sua vita, sembrava vivere tra i reflussi delle sue memorie, epopee giovanili, immaginari silenti e cerulei. Era ancora oggi una immagine eterna, grandiosa, eppure all’epoca durò un istante, il tempo d’uno sguardo, il tempo di sprofondare in quegli occhi grandi e perfetti, in quella pelle chiara. Fu proprio un istante ma fu per sempre. Le relazioni affettive costituiscono quindi una parte importantissima della nostra vita relazionale, costituita dalla più vasta rete di legami sociali. Se qualcosa va storto esse possono rappresentare una fonte di stress consistente, soprattutto se vi è la perdita dei legami affettivi fondamentali. Tuttavia queste esperienze vengono considerate come fattori protettivi nell’esperienza dello stress, cioè sono una sorta di difesa e di barriera, un vero e proprio sostegno. Chi può contare sul sostegno sociale è più resistente alle malattie, vive più a lungo e meglio .. continua ..

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Separazione e divorzio: quali conseguenze per i bambini?

05:56 Redazione 0 Comments

Spesso la separazione o il divorzio possono avere conseguenze profonde sulla vita dei bambini. I piccoli subiscono il più delle volte le problematiche legate al mondo degli adulti che pur tuttavia si trovano a dover gestire questa transizione, ossia questa complicata discontinuità nel flusso di vita. Il genitore a cui viene affidato il bambino deve poi far fronte a una serie di problemi pratici, come la minore disponibilità economica o il maggior carico di responsabilità. Tuttavia sono i bambini a subire le maggiori conseguenze in termini di modificazioni comportamentali e dell'umore. Alcuni studi hanno messo in evidenza che bambini entro i 4 anni di età mostrano a seguito della separazione dei genitori irritabilità, aggressività, disorientamento e sensi di colpa. Tuttavia l'insorgere di disagio psichico sembra più frequente nei bambini più grandi. A seguito della separazione o del divorzio dei genitori bambini di età compresa tra i 9 e gli 11 anni mostrano elevate quote d'ansia, sentimenti di perdita, a volte disperazione, senso di vuoto e di solitudine, incertezza rispetto al proprio futuro. Da un punto di vista predittivo gli effetti peggiori sui bambini sono stati registrati a seguito di separazioni o divorzi arrivati improvvisamente e ove il legame coniugale risultava caratterizzato da uno scarso dialogo e poche discussioni. Le conseguenze più gravi si hanno quando i genitori hanno un conflitto violento e quotidiano e non si separano (ciò dovrebbe far riflettere sulla opportunità e/o necessità della separazione, specie rispetto a certe ideologie religiose che si fondano su presupposti etici o morali). La stessa Chiesa Cattolica si é mostrata sempre piuttosto intransigente a tal riguardo, fatta eccezione per una parte minoritaria (la cosiddetta ala del modernismo progressista, Martiniana, con in testa il Card. Dionigi Tettamanzi). In ultima analisi è necessario, dopo questo evento stressante, che i genitori parlino al bambino della separazione o del divorzio e che cerchino di razionalizzare tale avvenimento in termini semplici, esplicitandone le conseguenze nella vita di ogni giorno.

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ADHD e comportamento impulsivo: coinvolgere i bambini iperattivi grazie alla "Self-istruction"

05:45 Redazione 0 Comments

Una tecnica interessante da utilizzare per il contenimento dei bambini iperattivi o con diagnosi di ADHD é quella della "self-istruction". La messa in atto di tale procedura può essere d'aiuto per limitare e gestire i comportamenti impulsivi del piccolo. Attraverso uno schema prestabilito si insegna al bambino come iniziare a risolvere i problemi utilizzando strategie "self-talk". Si inizia in sostanza suddividendo le procedure di soluzione dei problemi in varie tappe, che comprendono l'identificazione del problema, la generazione di alternative, la realizzazione della soluzione. Questa sorta di suddivisione permette al bambino di affrontare le situazioni in modo elementare e probabilmente é utile proprio per compensare i problemi del bambino con ADHD legati all'autocontrollo. Per migliorare queste abilità di autocontrollo anche nell'ambito delle attività scolastiche é consigliata la messa in atto di un intervento centrato sulle capacità di comprensione del testo e di problem-solving. Gli studi che riguardano l'ADHD sono numerosissimi e certamente é questo un ambito di studio su cui si sta concentrando sempre maggiore attenzione. Probabilmente ciò potrebbe essere imputabile ad un aumento di diagnosi di ADHD e di iperattività tra i bambini. In particolare sembra che i deficit attentivi riguardino prevalentemente l'attenzione controllata. Ciò significa che il bambino iperattivo riesce scarsamente a controllare e mantenere l'attenzione. E da un punto di vista strategico vi sarebbe proprio un deficit di regolazione. Secondo Barkley tale deficit riguarderebbe in particolare le funzioni connesse all'inibizione comportamentale. Vi sarebbero quindi evidenti difficoltà da parte del bambino nell'individuare corrispondenze e associazioni tra stimoli, nonché nel controllare le interferenze.

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Passatempo preferito: people watching in attesa del treno - Seconda parte

05:37 Redazione 0 Comments

In genere c'è sempre qualcuno che conosci, saluti, strette di mano, sorrisi. Anche allargando lo sguardo vedi tanta gente che conosci, sconosciuti ma resi familiari da quella propaggine di vita in comune. C'è sempre il solito gruppo di pendolari lamentosi, quelli che sanno tutto su politica e sport, studenti che alimentano voci e informazioni su un preciso esame universitario o su quel professore che assegna sempre voti bassi. Si parla e ci si guarda, si ascolta bene e si osserva tutto con attenzione. Alcuni tendono a stare vicini sempre alle stesse persone mentre altri si guardano intorno per evitarne di altre, magari la propria ex, un compagno di scuola che finge di non conoscerti, la vicina di casa con cui hai litigato qualche giorno prima. E' in fondo un luogo di incontro all'aperto, con certe dinamiche sociali del tutto simili ad altri luoghi di ritrovo. Una giusta ed attenta osservazione del comportamento altrui ci da alcune informazioni interessanti. Con un certo allenamento infatti è possibile cogliere alcuni schemi verbali espressivi che tutti noi adottiamo quando interagiamo con gli altri, nelle varie situazioni sociali. Alle volte un sorriso può nascondere una certa tensione o un risentimento, mentre in altre circostanze lunghi silenzi tra gli interlocutori cercano di riempire un vuoto ma creano inevitabilmente un lieve disagio. Tutte queste reti relazionali, così temporanee e fragili, costituiscono comunque un sistema che funziona secondo determinate regole.Se ad esempio una normale attesa supera un certo limite, mentre magari il treno che si aspetta ha un forte ritardo o è stato soppresso, le persone tendono a rafforzare questi legami relazionali temporanei, al fine di trovare un sostegno reciproco. E' questa probabilmente una capacità adattiva che ci aiuta a superare questa specifica situazione stressante.

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