Breve neuropsicologia del disturbo ossessivo compulsivo

06:57 Redazione 0 Comments

Le caratteristiche specifiche del disturbo ossessivo compulsivo sono note da tempo ed il manuale di diagnosi differenziale ne specifica chiaramente i criteri diagnostici. Da un punto di vista clinico l'attenzione é rivolta prevalentemente alle ossessioni e alle compulsioni. Pensieri intrusivi e ricorrenti, comportamenti stereotipati costituiscono infatti ciò che con più frequenza emerge durante la pratica clinica. Recentemente, considerato il crescente interesse per le neuroscienze, sono stati studiati i possibili meccanismi neurofisiologici del disturbo (brevemente, Doc) ed i correlati neurali connessi. Recenti ricerche hanno messo in evidenza il ruolo dei gangli della base nei processi di attivazione dei disturbi ossessivo compulsivi. Effettivamente i nuovi strumenti oggi a disposizione consentono di poter affermare con certezza che vi sono specifiche alterazioni neurobiologiche in presenza di tale diagnosi. In particolare vi sarebbe un alterazione del funzionamento di uno specifico circuito fronto-sottocorticale responsabile dei collegamenti tra la corteccia prefrontale, orbitofrontale e cingolata. Oltre ad essere coinvolto il complesso dei gangli della base vi sarebbero alterazioni anche nei nuclei mediali del talamo.

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Bambini iperattivi: provare a modificare i comportamenti disfunzionali

06:52 Redazione 0 Comments

La gestione del bambino iperattivo è considerata da molti come una attività complessa e impegnativa, che richiede energie e tanto tempo a disposizione. Evidente è questo un problema delicato e che lascia un segno nel bambino e in chi si prende cura di lui. Insegnanti e genitori adottano innumerevoli strategie per coinvolgere il bambino in attività che possano in qualche modo contenere questa iperattività dilagante. Tuttavia il più delle volte ci si sente impotenti di fronte a risultati non sempre soddisfacenti. Cosa fare allora? Possiamo provare innanzitutto a coinvolgere il piccolo, spingendolo a fare piccoli passi, attraverso esercizi che abbiano il sapore del gioco. Attraverso approssimazioni successive si può provare a contenere l'iperattività del bambino, nella direzione di unità comportamentali maggiormente funzionali. L'obiettivo è quello di far comprendere al bambino che esistono delle regole e che è necessario dover adeguare il proprio comportamento alle diverse situazioni e ai diversi contesti. La teoria dell'apprendimento ci ha lasciato una grande eredità, probabilmente non ancora compresa appieno. Utilizzando infatti specifiche strategie di apprendimento, attraverso la manipolazione di stimoli e risposte, utilizzando rinforzi e ricompense è possibile modificare le singole unità comportamentali giudicate disfunzionali. Questo approccio, unito a una strategia multimodale (che comprenda sostegno psicoterapeutico e farmacologico) può essere di aiuto per migliorare il funzionamento globale del bambino.

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Pensieri irrazionali di Ellis: alcuni esempi

10:52 Redazione 0 Comments

Quando si é gravemente frustrati, trattati in modo scorretto o rifiutati dagli altri, é giusto vedere il mondo come qualcosa di orribile e di inaccettabile Le persone, e il mondo in genere, dovrebbero essere migliori di quanto non siano. Se non si trova una soluzione soddisfacente ai problemi posti dalla vita, é giusto vedere il mondo come qualcosa di orribile Il passato ha un'importanza decisiva sulla nostra vita. Il fatto che qualche evento ci abbia fortemente influenzato nel passato significa che esso continuerà a determinare i nostri sentimenti e comportamenti anche nel tempo presente Le emozioni negative provengono da fonti a noi esterne e ben poco possiamo fare per controllare i nostri sentimenti E' necessario ricevere affetto ed approvazione da tutte le persone che sono per noi significative E' possibile raggiungere il massimo di felicità attraverso la passività e l'inazione Quando gli altri ci danneggiano o si comportano in modo sleale, é giusto criticarli e condannarli in toto, in quanto sono persone del tutto negative e malvagie E' necessario mostrarsi sempre e dappertutto competenti ed efficaci o per lo meno esserlo nei settori più importanti Se qualcosa sembra pericolosa o comunque in grado di produrre paura, é necessario preoccuparsene e rispondere con ansia É più facile evitare di affrontare le difficoltà e le responsabilità che la vita ci propone, piuttosto che adottare forme gratificanti di autodisciplina

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Perché mi sento sempre osservato e giudicato negativamente dagli altri?

07:39 Redazione 0 Comments

Spesso la realtà esterna e tutto ciò che ci succede viene interpretato e valutato utilizzando dei processi errati, distorti e non adattivi. E' inevitabile che ognuno di noi possegga una propria teoria su di se e sul mondo. E in base alla teoria che ognuno ha circa gli altri e ciò che gli succede si determinerà una conseguenza e quindi un certo tipo di comportamento. In realtà non sono gli altri che ci osservano, o quantomeno, nel loro atteggiamento non c'è nulla che non vada. Spesso non siamo affatto giudicati negativamente. Il problema nasce nel momento in cui io credo che ciò avvenga, imputando agli altri atteggiamenti e comportamenti che in realtà non esistono, basandoci appunto su una errata interpretazione cognitiva. Dobbiamo tener presente che ogni nostro comportamento e ogni nostra emozione dipende sempre dagli assunti in base ai quali interpretiamo il mondo e dagli schemi cognitivi che ne sono alla base.

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Qualità della vita e senso di coerenza in pazienti cardiaci - Seconda parte

07:35 Redazione 0 Comments

Come detto nella puntata precedente ogni individuo, con una propria storia personale, reagirebbe in modo diverso alle situazioni stressanti e questo deve essere inquadrato nell'ottica di una promozione del benessere globale, ove ogni persona deve essere messa nella condizione di poter far fronte alle situazioni problematiche. Il senso di coerenza riguarda così la capacità di percepire la società come dotata di un senso comprensibile, con un preciso ordine e significato. Tale senso di coerenza personale è un grande fattore protettivo, le cui caratteristiche sono dovute in parte a specifici aspetti dell'ambiente e del contesto sociale nel quale si è inseriti. Fondamentali risultano in tal senso la possibilità di poter contare su un supporto sociale soddisfacente ma anche fattori materiali come ad esempio quelli legati alle proprie risorse economiche. Più in particolare il senso di coerenza sarebbe connesso al senso di comprensibilità (che è relativo a una componente cognitiva), al fatto di percepirsi capaci di fronteggiare le sfide esterne e al senso di significatività (relativo a una componente motivazionale). L'individuo sarebbe così capace di pensare al proprio ambiente come dotato di uno specifico significato, gestibile attraverso una valutazione ottimale delle proprie risorse. In qualsiasi circostanza eventuali situazioni stressanti sarebbero affrontate da una buona capacità motivazionale e l'individuo agirebbe con la speranza di farcela e in un'ottica di sfida costruttiva per la propria crescita personale.

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Le sofferenze dell'amore - Seconda parte

07:32 Redazione 0 Comments

Gli amori contrastati, non vissuti perché non corrisposti, sono in un certo senso speciali, fantastici. Essi vivono in noi continuamente, perché anche se non trovano pienezza in una relazione concreta, pare che attingano energia da qualcosa di impalpabile e eterno, come se essi davvero fossero invincibili e immortali. Quando ci sembrano estinti, e il loro dolore pare attenuarsi in un barlume di speranza, essi sono presenti ancora, vivono in un disinganno, nella penombra di altri amori. “Io ti amerò per sempre”, oppure “Aspettò questo momento per quarant’anni” o ancora “Le disse finalmente ti amo dopo una vita di attese”. Relazioni affettive, le prime esperienze sentimentali: Io credo che queste esperienze lascino in chi le vive una traccia indelebile perché, anche nel momento in cui questa sorta di rifiuto o di impossibilità a vivere appieno l’amore viene elaborata, vengono a configurarsi in modo nuovo strutture ed esperienze. Cosa ricordate in modo indelebile? Solo il primo amore o anche il dolore di un no, diniego d’un folle amore? Ricordiamo chiaramente le indimenticabili storie d’amore dei romanzi, ove splendidamente variegate, osannate, le relazioni e gli amori non corrisposti sembrano ergersi, monumenti magnifici, cristallizzati nelle nostre memorie giovanili. Da un punto di vista psicologico il rifiuto della persona amata ci costringe a dover ristrutturare le competenze acquisite e ci mette nella condizione di dover risolvere situazioni problematiche. Abbiamo la possibilità di ripartire, sperimentando nuove esperienze.

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Depressione: locus of control e sistema attribuzionale

07:27 Redazione 0 Comments

Quando affrontiamo il tema della depressione e lo facciamo partendo da un punto di vista specificatamente cognitivo, concentriamo la nostra attenzione su alcuni punti chiave, che sono legati al sistema attribuzionale del soggetto e al suo locus of control. In particolare é di vitale importanza tenere in considerazione le caratteristiche del soggetto depresso in relazione ad aspetti legati all'autostima e al senso di colpa. Normalmente i depressi tendono ad imputare a se stessi la responsabilità dei fallimenti. Ciò che non va é direttamente riconducibile a una piena colpa del soggetto, che a suo dire non é stato in grado di risolvere adeguatamente una determinata situazione. Di contro eventuali successi sono ricondotti a eventi esterni, all'aiuto degli altri ma mai alle proprie competenze e capacità. Questo meccanismo attribuzionale disfunzionale é collegato a un livello molto basso di autostima, tipico proprio della depressione. Il paziente depresso, assumendo su di se tutte le colpe possibili a seguito di un insuccesso, prova un intenso senso di colpa. Meccanismi a cascata contribuiscono a mantenere il disturbo e a creare le basi per la formazione di ulteriori pensieri disfunzionali, tali da intaccare la propria self-efficacy. Per cercare di guarire dalla depressione é necessario quindi interrompere questi circoli viziosi, modificando i sistemi cognitivi attribuzionali ed interpretativi, lavorando su di se ed avvalendosi di un buon sostegno psicoterapico.

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