Mi sento o penso di essere Felice?

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In Rubriche - Benessere psicofisico

Mi sento o penso di essere Felice?

Tutti siamo alla ricerca della felicità, ma la coloriamo di tali e tante sfumature e pretese da non riuscire mai a conseguirla. La felicità è qualcosa di interiore, per questo è dentro di noi che dobbiamo inabissarci per trovarla. (Sii Felice Adesso, Osho)

La vita di ognuno di noi è fatta di emozioni. Anche le emozioni più spiacevoli a volte possono essere funzionali, come l’ansia o la paura perché sono la spinta all’azione e a cercare nuove opportunità.
Certamente l’uomo di per sé è proiettato a vivere emozioni positive in grado di fornirgli un senso di benessere e di appagamento. Poiché tutte le emozioni sono associate ad un cambiamento fisiologico, anche il corpo sperimenterà uno stato di benessere che inevitabilmente influenzerà positivamente il nostro comportamento e lo stato di salute generale. Sappiamo che la diade mente/corpo è inscindibile e più si è felice più si sta bene condizionando in positivo tutto l’ambiente che ci circonda.
Molte ricerche hanno dimostrato che più la persona è incline all’estroversione, è ottimista nei confronti della vita e gode di buona autostima e più è incline ad essere felice.
Il tema della felicità ha da sempre appassionato tutti a partire dai filosofi, religiosi e poeti. In realtà tutti noi ne parliamo e ci chiediamo com’è possibile essere felici ma soprattutto cosa significa essere felici. Molti studiosi hanno prestato l’attenzione alla componente cognitiva e a quella emozionale.
Ad esempio, sono felice perché sono soddisfatto della mia vita oppure sono felice perché mi sento bene e sono di ottimo umore.
Uno dei maggiori studiosi è Argyle, psicologo inglese, che parla di felicità come di un senso generale di appagamento che può essere generale o relativo ad un settore specifico della propria vita quale il lavoro, una relazione etc. Appare inoltre strettamente legata alla quantità e alla qualità di emozioni positive che si provano.
Autori, come Maslow, hanno cercato di capire cosa accade invece nell’uomo quando prova un senso di felicità. Pare che in caso di “Felicità” le sensazioni corporee positive siano maggiori e più intense e viene meno la fatica fisica; si sperimenta un’attenzione focalizzata e concentrata e aumenta la consapevolezza sulle proprie capacità.
Inoltre più si è felici e più ci si senti spontanei, liberi e ci si relazione meglio con l’ambiente circostante. Al livello fisiologico pare verificarsi invece un'attivazione generale dell'organismo: la frequenza cardiaca si accelera, il tono muscolare aumenta, la respirazione è irregolare.

Un uomo felice inoltre ha uno sguardo luminoso, acceso e sorride spesso.

Le neuroscienze hanno cercato di fornire una spiegazione nell'ambito della ricerca scientifica. Molti infatti sono i lavori in tal senso e anche la psicologia ha mostrato notevole interesse verso l’argomento. Fu chiesto a Freud cosa, secondo lui, renda un uomo felice. Egli rispose “lavorare ed amare”. Evidentemente, il padre della psicoanalisi, con ciò intendeva che bisogna trovare un equilibrio fra la vita professionale e quella privata e che bisogna amare il lavoro che si fa senza vivere per esso.
I vari esperti, medici, psichiatri e psicologi ritengono che la Felicità abbia una dimensione personale e spirituale e può essere inglobata nel più ampio concetto di Qualità della Vita.
Dicevamo che il concetto scientifico di "felicità" comprende le due componenti, emotiva e cognitiva (o giudizio di valore). Ad esempio, Lewinsohn sostiene che la felicità è un sentimento, mentre la soddisfazione è un giudizio e si riferisce alla sfera cognitiva.
La "Felicità" in quest’ottica è connessa ai fattori oggettivi della Qualità della Vita. Tra questi fattori emerge più di tutti la buona salute. Essa può subire delle modifiche durante il corso della vita o per eventi più o meno tramatici o più o meno piacevoli che appunto possono peggiorare o migliorare la qualità della vita.
Senza addentrarci nel merito delle tante ricerche, per ognuno di noi la felicità è uno stato emotivo di benessere diverso che dipende da fattori molteplici la cui importanza, appunto, cambia da persona a persona e a seconda dei propri valori:
- realizzazioni individuali, come la carriera la scuola
- successo nelle esperienze con gli altri e negli eventi sociali
- buona salute
- famiglia serena
- soddisfazione sessuale
- ricchezza materiale
- avere dei figli
- vita sentimentale stabile e appagante
- l’indipendenza
- l’autostima
- dedicarsi agli altri

Gran parte delle ricerche dimostrano che la salute e la vicinanza emotiva e non solo fisica con le persone, sono più importanti per raggiungere il benessere psicofisico piuttosto che i beni materiali e il successo lavorativo.
La stessa “psicologia positiva” sostiene che la felicità non si raggiunge con i soldi e che le persone più felici sono quelle che si concentrano sul “presente” e non sul “futuro” parimenti a personalità psicologiche, come Carl Rogers o Fritz Perls, che descrivono la salute psicologica come la capacità appunto di vivere il qui e ora.
Interessante è la ricerca di cui si parla nel World Happiness Report, il primo rapporto globale sulla felicità dove il professor John Helliwell e colleghi hanno intervistato un campione molto ampio di persone provenienti da circa 150 paesi diversi.
Sono stati raccolti dati trattando la felicità non più come qualcosa di astratto ma come un’entità quantificabile. In generale, si è notato che con la crescita del benessere e della qualità di vita è cresciuta anche la felicità globale: negli ultimi trent'anni il mondo è diventato 0,14 volte più felice (anche se non in tutti i paesi).
Tra gli elementi valutati al livello sociale ci sono la libertà politica, le forti reti sociali e l'assenza di corruzione. Al livello individuale per essere felici sono emersi maggiormente i seguenti aspetti: godere di buona salute fisica e mentale, avere una famiglia, un lavoro stabile e avere buoni rapporti con i colleghi di lavoro.
In questa ricerca emerge che l’Italia è al 28esimo posto tra i paesi più felici del mondo. Secondo la ricerca di Helliwell, per gli italiani l’elemento che più di ogni altro contribuisce al sentirsi felici è il supporto sociale quindi le relazioni familiari, d’amore e d’amicizia e a seguire viene il reddito.

Se vuoi essere felice per un giorno dai una festa; per due settimane, fai un viaggio; per un anno, fai un giardino; per la vita, trova uno scopo degno. Frank Tibolt

Bibliografia
• Campbell, A., Converse, P. & Rogers, W.L. (1976). The quality of American life.New-York: Russel Sage Found.
• Myers, D.G. & Diener, E. (1995). Who is happy. Psychological Science 6, 1, 10-19.
• Argyle, M. Psicologia della felicità (Ed. It. Raffaello Cortina, 1988)
• Gian Franco Goldwurrn (ASIPSE-Milano)
Dalla rivista "Psicoterapia Cognitiva e Comportamentale", vol. 1, n. 3, 1995,UPSEL editore


Benessere psicofisico: In benessere psicofisico vengono approfonditi temi che riguardano l'essere umano in un'ottica olistica, tenendo presenti i vari aspetti psicologici, fisiologici, relazionali, sociali ed energetici. Spazio di condivisione che favorisca la valorizzazione e la diffusione della cultura del benessere psicofisico, cioè benessere globale ove tutti gli aspetti della vita concorrono sinergicamente e adeguatamente al suo funzionamento.


Rosario Galipò è psicologo e psicoterapeuta ad indirizzo Dinamico. Le sue Esperienze sono legate al campo della tossicodipendenza e della psichiatria. Da oltre dieci anni si occupa di progetti di prevenzione, informazione e assistenza su hiv, aids, ist, e di consulenza e sostegno a persone sieropositive e alla popolazione generale relativamente ai comportamenti sessuali a rischio. E’ presidente dell'associazione Angelo del Benessere.



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