Dieta e disturbi alimentari: dipendenza dagli zuccheri e aspetti psicologici

07:25 Redazione 0 Comments

A proposito di questo argomento ci sono alcuni aspetti su cui vorrei focalizzare l’attenzione. Credo infatti che l’argomento dieta meriti alcune considerazioni. Da un punto di vista psicologico sono ben note le conseguenze e le caratteristiche dei principali disturbi alimentari (si pensi a bulimia e anoressia) soprattutto per quel che concerne l’analisi della percezione dell’autostima e gli aspetti legati all’immagine di se e all’identità personale. Spesso il cibo viene usato per “riempire” ciò che ci fa soffrire e che sentiamo vuoto, come un baratro da colmare a tutti i costi. E ciò avviene spesso e senza che ci si trovi necessariamente in presenza di una vera e propria diagnosi di disturbo alimentare. Questo modo di alimentarsi sta assumendo oggi delle enormi proporzioni, ed il cibo di oggi è sempre più zuccherato e ipercalorico. Questo tipo di abitudini alimentari unite a uno stile di vita sedentario rappresentano senza dubbio un fattore di rischio, sia per quel che concerne l’insorgenza di malattie specifiche (si pensi all’ipertensione, all’obesità e ai disturbi cardiovascolari) sia per un eventuale diagnosi di disturbi dell’umore (come la depressione). Tali variabili presentano una correlazione bidirezionale in grado di influenzare aspetti somatici e psicologici (caratterizzati da una specifica costellazione neurobiologica). Diversi studi hanno evidenziato una maggiore probabilità di diagnosi psichiatrica (depressione) nei soggetti obesi. Non è ancora chiaro se questo sia dovuto esclusivamente all’influenza di fattori metabolici sui meccanismi neuronali (alterazione dei sistemi serotoninergici) o se si possano considerare anche aspetti maggiormente implicati nei processi psicologici, come l’abbassamento dell’autostima frequente nei soggetti obesi che avrebbe una influenza a cascata per la genesi del disturbo depressivo. Quel che è importante sottolineare è che spesso ci nutriamo male e ben oltre il nostro reale fabbisogno calorico. Una guerra alla dipendenza dagli zuccheri, da dichiarare apertamente.

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L'importanza della fase di assessment per una corretta valutazione del caso clinico

07:18 Redazione 0 Comments

La fase di assessment è un momento strategico. Classicamente viene definita come una ampia valutazione del caso e concerne la raccolta di quante più informazioni possibili sulla situazione in esame. Affinché il lavoro possa essere svolto correttamente saranno necessarie 2-4 sedute utili per comprendere gli obiettivi e le opportunità dell'eventuale trattamento. La fase di assessment può essere assimilata a una sorta di radiografia accurata che ci consentirà di avere un quadro clinico globale. Affinché possa essere identificato il trattamento è necessaria però una analisi che chiarisca la natura e le componenti del problema in essere, in modo da approfondire tutte le dinamiche coinvolte. L'assessment consente infatti di far luce sui meccanismi connessi al disturbo e di ipotizzare inferenze circa la rete di relazioni che lega i disturbi, gli antecedenti e i conseguenti della situazione. L'analisi si basa su una osservazione sistematica di vari livelli, che vanno da quello cognitivo e verbale (monitoraggio degli indici soggettivi) a quello motorio e fisiologico (repertorio comportamentale attuale). Chiaramente dovrà essere considerata anche la storia personale del paziente, fonte preziosa di informazioni per l'identificazione dei fattori di vulnerabilità e per la formulazione finale del caso.

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La tecnica della focalizzazione sensoriale per migliorare l’intesa sessuale - Seconda parte

10:14 Redazione 0 Comments

(Segue dalla prima parte) Quando queste particolari carezze non comportano più eccessiva ansia si potrà allora passare allo step successivo, che consente appunto di poter accarezzare anche i genitali del partner. Quello che si chiede é che tutto venga effettuato in un ambiente discreto e tranquillo, che consenta di poter sperimentare la tecnica nel modo più sereno possibile. Attraverso la stimolazione tattile é possibile iniziare un percorso di scoperta molto piacevole. La stimolazione e il massaggio dei corpi nudi può portare senza dubbio ad un aumento del piacere. Questo perché si riesce a migliorare la comunicazione tra i due partner, anche attraverso la riscoperta della complicità perduta. Il fatto che si possa provare piacere in modo simultaneo poi, consente di superare gli inutili pregiudizi e le frustrazioni legate al concetto di prestazione. In ultima istanza é possibile condurre, attraverso la focalizzazione sensoriale, una vera e propria esperienza graduata in vivo (secondo i canoni della terapia cognitivo-comportamentale).

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Disturbi d'ansia: proviamo ad affrontare le situazioni problematiche in modo graduale

07:41 Redazione 0 Comments

Più volte ho ribadito il concetto per cui più evitiamo ciò che ci fa paura e che genera in noi ansia, più non risolviamo il problema. In genere questo viene definito evitamento e consiste proprio nell'evitare lo stimolo o la situazione fobica. Da un punto di vista clinico é di vitale importanza essere risoluti nel cercare di affrontare ciò che ci procura ansia. Questo perché con l'evitamento non risolviamo nulla, anzi creiamo tutta una serie di circoli viziosi che rafforzano in noi l'errata convinzione che non affrontando il problema é possibile vivere bene. Ma come si sa prima o poi tutti i nodi vengono al pettine e servirà allora fare ricorso alla nostra buona volontà per poter gestire la situazione. Ciò che possiamo fare in questi casi é analizzare attentamente la situazione problematica suddividendo l'evento in piccole parti. Se mi fa paura dover andare da solo al supermercato ad esempio, analizzerò la sequenza comportamentale associata all'azione, compilando un elenco e assegnando a ogni sottoazione un punteggio compreso tra 0 e 100, ove 0 corrisponde a nessun livello d'ansia e 100 equivale al massimo grado d'ansia. Una volta compiuta tale operazione sarà più facile provare ad affrontare prima le singole sotto-situazioni che procurano meno ansia e poi, in modo del tutto graduale, quelle situazioni che scatenano maggiori risposte ansiose.

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Come posso resistere allo stress?

07:38 Redazione 0 Comments

Quanto siamo in grado di resistere allo stress? Quanto più possiamo contare su un ottimo stile di coping! In psicologia viene definito stile di coping una specifica modalità grazie alla quale le persone riescono a gestire al meglio gli eventi stressanti e traumatici. E' semplicemente una strategia che ci permette di essere flessibili e capaci di adattarci ai cambiamenti. Questo è il trucco per essere resistenti, la forza dobbiamo trovarla nei termini di maggior flessibilità.Le persone che riescono ad adattarsi bene sono quelle che dispongono di più risorse. Proprio l'acquisizione di risorse risulta essere un fattore chiave per lo sviluppo delle proprie strategie di coping. E' come se uno decidesse di andare in mezzo alla foresta Amazzonica privo di bussola, di indumenti per difendersi dal caldo e dall'umidità, senza acqua e cibo, in un viaggio completamente improvvisato.Si tratta insomma di attrezzarsi nel modo giusto per affrontare le continue sfide della vita. Gli stili di coping sono allora un fattore protettivo perché riducono il rischio di conseguenze dannose. Questo avviene proprio perché riusciamo ad esser maggiormente capaci di distanziamento, di autocontrollo, riusciamo ad essere più responsabili ed efficaci anche nelle situazioni impreviste.Questo fa bene alla nostra salute: una migliore reattività infatti è collegata a un buon funzionamento del sistema immunitario e quindi alla possibilità di ammalarsi di meno. Ricordiamoci: mente e corpo sempre collegati!

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