Le sofferenze dell'amore - Prima parte

07:26 Redazione 0 Comments

Alle volte si può amare talmente forte da farsi male, tu senti questo groviglio nello stomaco, come di un fuoco e di un marasma che non è quieto, amore che dirompe lungamente. Daresti tutto per stare vicino a lei, per sentire l'ansito di quella postura sul tuo fianco, e sentire il suo alito di fragole e quei capelli e gli occhi e le labbra rosse. Eppure, uscendo per caso, te la trovi davanti e la vedi lì, con la sua mano nella mano d'un altro, si stringe a lui. Il baratro allora, senti proprio il precipizio in punta di piedi, sull'orlo dell'abisso, di ciò che mai avresti voluto vedere e che è li, pura e netta realtà. Tuttavia, nonostante tutto, anche se così svuotati da sentire un dolore acuto, di lama profonda, è come se un'energia superiore o sconosciuta fosse li pronta a soccorrerti, a prestarti aiuto, a darti una possibilità nuova. Certo, altro che nuove possibilità! Tu vorresti strapparla dalle mani di quello, vorresti prenderla in un soffio e d'un fiato dirle che l'ameresti per sempre, con l'anima tua che si fonde in lei, per la vita, oltre tutto, oltre la morte. Ci chiediamo allora come mai gli amori difficili o impossibili ci lasciano alla fine un ricordo indelebile, specie nelle prime esperienze sentimentali, come sia possibile che queste esperienze complicate, sognate e non vissute pienamente siano così importanti. (continua)

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Qualità della vita e senso di coerenza in pazienti cardiaci - Prima parte

07:21 Redazione 0 Comments

Abbiamo sottolineato tantissime volte l’importanza della qualità della vita e della soddisfazione globale dell'individuo, considerando l'influenza di questi fattori sulla nostra salute fisica e psicologica. Stili di vita e qualità della vita sono quindi due variabili importanti, proprio in un ottica che io definirei ecologica. Ma quale è la qualità della vita dei pazienti ospedalizzati? Cosa cambia rispetto alla loro precedente condizione? Possono i protocolli terapeutici adottati rendere in qualche modo meno traumatica la presenza in ospedale, riducendo magari l'impatto che tale situazione ha per il soggetto? Una interessante ricerca condotta da alcuni studiosi della Temple University e pubblicata sul Journal of Health Psychology ha evidenziato alcune relazioni esistenti tra qualità della vita e il senso di coerenza (dall'inglese sense of coherence) di pazienti cardiaci ospedalizzati. Lo studio si è avvalso di un campione di 121 soggetti, il 55% dei quali maschi. Tutti pazienti cardiaci con disturbi specifici quali aritmia, infarto miocardico, insufficienza cardiaca, complicazioni post-trapianto ecc. Analizzando i dati è stato possibile ipotizzare che in pazienti cardiaci post chirurgici la qualità della vita tenda a diminuire con l'età cronologica e che le femmine siano più vulnerabili in tal senso (riportano infatti un punteggio relativo più basso, misurato con la QOLS di Flanagan). La ricerca ha mostrato interessanti relazioni con il senso di coerenza. Ma cosa è il senso di coerenza? Questo sarebbe un fattore di resilienza contro vari fattori di rischio psicologico e assumerebbe quindi una connotazione adattiva e salutogenica. (continua)

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Il problema del sovraccarico nel bambino iperattivo

07:18 Redazione 0 Comments

Sembra che la frequenza di diagnosi di iperattività sia aumentata a dismisura negli ultimi anni, e non è facile comprendere le motivazioni e le cause di questo fenomeno. Il fatto che sempre più bambini iperattivi vengano individuati può essere dovuto senz’altro a una maggiore accuratezza della diagnosi, effettuata con maggior precisione rispetto al passato. In ogni caso sembra evidente un aumento reale e innegabile del fenomeno. Praticamente chiunque conosce o ha esperienza diretta di bambini iperattivi, difficilmente gestibili sia in casa che in classe. E le maestre e i genitori sanno bene di cosa stiamo parlando. Probabilmente questo accade oggi più che in passato per il fatto che il bambino e il suo sistema cognitivo si trovano a dover gestire un maggior carico di informazioni. Gli impegni scolastici, le innumerevoli attività, l'attenzione divisa fra molteplici cose da fare sembra abbiano un ruolo nell'innescare il sovraccarico. Tale sovraccarico è poi ulteriormente sollecitato da un uso eccessivo di computer, di videogiochi e tv. Tutte attività che andrebbero monitorate seriamente dagli adulti, diminuite e gradualmente sostituite con il gioco tra pari, le attività ludiche all'aria aperta, la stimolazione della creatività anche attraverso il disegno.

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Come risolvere le difficoltà del sonno del bambino

07:05 Redazione 0 Comments

Le difficoltà del sonno più comuni nei bambini riguardano problemi nel prepararsi ad andare a letto, risvegli precoci nel cuore della notte o la mattina presto, incubi e terrori notturni. In genere i problemi cominciano quando il bambino é accostato ripetutamente al seno o al biberon e la suzione viene quindi associata all'addormentamento. Queste situazioni possono ostacolare l'addormentamento in quanto spesso facilitano una sorta di dipendenza rispetto all'attivazione di pattern consolatori. Dovrebbe pertanto essere evitata l'associazione tra l'addormentamento del piccolo e certi comportamenti, evitando cioè di creare l'apprendimento di sequenze comportamentali che a lungo andare creano problemi o dipendenza. Tutto questo inoltre può generare delle aspettative nel bambino, il quale comprenderà che il genitore potrà coccolarlo o portarlo con se nel lettone se piange o se si rifiuta di andare a dormire, innescando così una serie di rinforzi messi in atto proprio dai genitori (tipo maggior tempo impiegato per giocare o guardare la televisione). Per porre rimedio a situazioni simili é necessario che i genitori assumano un comportamento chiaro nei confronti del bambino e che prendano le decisioni con una certa sicurezza. I genitori devono meglio interpretare i segnali del piccolo: il pianto ad esempio non sempre indica un bisogno impellente o la necessità di alimentarsi. Spesso esso indica un bisogno di compagnia e può essere utilizzato dal bambino per ottenere vicinanza e/o coccole. I genitori devono evitare di confondere le attività di nutrizione con quelle relative alle pratiche di addormentamento. Consiglio quindi a tutti i genitori di restare calmi, cercando di ignorare il pianto e le richieste del bambino. Inoltre è necessario essere coerenti perché cedendo il bambino sarà rinforzato a insistere ulteriormente. E’ evidente quindi che lo stato emotivo dei genitori influenza significativamente il comportamento e le abitudini di addormentamento del bambino, tanto che una ricerca (Minde e al., 1993) ha riscontrato che quasi la metà di un campione di bambini con difficoltà del sonno aveva delle madri con elevate quote d’ansia o depressione. In ogni caso la strategia da attuare è la rimozione di qualunque ricompensa positiva seguita dalle richieste disfunzionali del bambino, così da estinguere il pianto e creare le basi per la messa in atto di comportamenti funzionali. A tal proposito potranno essere utilizzati diari del sonno e star charts. Ritorneremo sull’argomento.

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Tecniche cognitivo-comportamentali: aspetti peculiari dell'assessment psicologico per i disturbi sessuali

06:58 Redazione 0 Comments

E' ben noto, specie agli addetti ai lavori che per quel che concerne l'approcio cognitivo-comportamentale, é di primaria importanza la fase di assessment, che é proprio un momento iniziale grazie al quale é possibile effettuare la formulazione di un caso clinico, a partire dalla raccolta delle informazioni ma non solo. Solitamente la fase di assessment ha una durata definita e tale modalità di procedere consente di poter raccogliere numerose informazioni sulla vita del paziente, così da approfondire il caso anche attraverso l'analisi funzionale di segmenti di vita specifici. Questo permette di concentrare l'attenzione su particolari segmenti comportamentali che si presentano a ridosso del comportamento disadattivo o dello scompenso del paziente. Da un punto di vista clinico l'assessment psicologico per i disturbi sessuali presenta alcune caratteristiche peculiari che determinano una analisi di alcuni aspetti specifici. Informazioni di primaria importanza concernono una analisi circa la collocazione del paziente rispetto all'identità di genere e di ruolo. Questo permette di ricavare dati di indubbia importanza per la concettualizzazione del caso. Altri aspetti di cui tener conto concernono le capacità di autocontrollo del paziente, che può avere un influenza anche sulle prestazioni sessuali. Inoltre é fondamentale cercare di avere quante più informazioni possibili circa il sistema di aspettative del paziente, compresi i valori e le credenze di ordine morale. Questo permette di capire se vi sono delle convinzioni (anche irrazionali) che in qualche modo possono interferire con la sfera sessuale del soggetto. E' fondamentale comprendere le idee del paziente circa il proprio ruolo sessuale e i rapporti sessuali in genere e sulla presenza di eventuali stereotipi (del tipo: io sono l'uomo, pertanto devo essere sempre pronto a soddisfare il piacere della mia compagna" o "devo essere sempre disponibile quando lei vuole un orgasmo"). Probabilmente un po’ tutti abbiamo certe paure, che spesso concernono il tema della prestazione, del controllo, del piacere a tutti i costi, del godimento come peccato etc. In alcuni soggetti é possibile riscontrare la presenza di pensieri centrati sul tema della masturbazione (considerata come patologica) o su altri aspetti più frequenti nei maschi (grandi dimensioni del pene, prolungata capacità di erezione). Queste idee irrazionali di certo non aiutano a creare le basi per un approccio sereno alla sessualità e possono semmai costituire un ostacolo per i rapporti futuri.

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Breve neuropsicologia dell'ansia

06:41 Redazione 0 Comments

Così come affermato più volte i continui sviluppi delle ricerche nell'ambito delle neuroscienze e della neuropsicologia hanno fatto fare passi da gigante per quel che concerne l'acquisizione delle conoscenze circa le basi neurobiologiche di molti disturbi. Così come per la genesi dei comportamenti aggressivi anche per i disturbi d'ansia il sistema cerebrale prevalentemente coinvolto é quello limbico, con un ruolo centrale dell'amigdala e dell'ipotalamo. Quest'ultimo sarebbe chiamato in causa per la sua funzione di attivazione del sistema nervoso simpatico, dinamica che può chiaramente favorire una risposta d'ansia. Da un punto di vista neurochimico si é evidenziato un aumento dell'attività noradrenergica in varie zone del sistema limbico. Questo provocherebbe a cascata una riduzione della densità dei recettori post-sinaptici beta-adrenergici alfa-2. Proprio per questo motivo alcuni farmaci antidepressivi, come gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina ISSR, hanno anche un effetto antipanico, proprio perché contribuiscono alla inibizione delle funzioni noradrenergiche. I sistemi noradrenergici sarebbero maggiormente coinvolti nella genesi di episodi acuti di ansia, così come avviene ad esempio con gli attacchi di panico. Ma é soprattutto un aumento del rilascio di dopamina che caratterizza alcune risposte d'ansia, le quali possono essere indotte prevalentemente dal livello di stress esterno percepito dal paziente. Alcuni studi hanno messo in evidenza che questo avverrebbe prevalentemente a livello della corteccia prefrontale mediale, ove i sistemi noradrenergici sarebbero coinvolti nell'attivazione di risposte d'ansia maggiormente cronicizzate.

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Quando un bambino ha un deficit di performance o di acquisizione?

07:34 Redazione 0 Comments

Nell'ambito della teoria circa l'acquisizione delle competenze sociali dei bambini si dice che questi avrebbero un deficit di acquisizione quando sono privi di determinate abilità sociali appartenenti al loro repertorio. I deficit di performance concernono invece difficoltà a comportarsi in modo socialmente competente, anche se tali capacità sono state precedentemente acquisite.

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