Il mobbing e i rischi per la salute Biopsicosociale - Prima parte

07:09 Redazione 0 Comments

La parola mobbing è oggi molto comune, nel senso che se ne sente parlare tanto e la si ritrova di frequente quando si approfondiscono i temi legati allo stress e al mondo del lavoro.
Originariamente il termine aveva una connotazione molto simile alla sua traduzione letteraria e veniva considerato nell'accezione vicina ai significati di assalire o circondare.
Oggi con il termine mobbing si indica una costellazione di eventi che riguardano il soggetto lavoratore e che concernono una sorta di comunicazione aggressiva attuata per un certo periodo di tempo da uno o più individui proprio nei confronti di un singolo soggetto. Tali azioni sono definite mobizzanti e "aggrediscono" per così dire alcuni aspetti della vita lavorativa delle vittime, quali ad esempio l'immagine sociale, la qualità delle sue relazioni e delle condizioni lavorative in generale.
E' purtroppo un fenomeno sempre più frequente. Spesso queste azioni coinvolgono i singoli dipendenti e non riguardano un esplicito tentativo di mobbing da parte della direzione aziendale. In questi casi si parla di mobbing emozionale.Alle volte invece ci si riferisce al termine mobbing strategico per indicare proprio una sorta di strategia intenzionale progettata dall'azienda nei confronti del singolo lavoratore oggetto di mobbing. Si è notato che questo avviene più frequentemente nelle aziende private e molto meno nel settore pubblico. ... continua

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Se ci credi fino in fondo... - Prima parte

06:14 Redazione 0 Comments

Da un punto di vista pratico ci sono delle cose che possiamo fare per aumentare la nostra efficacia. Prima di tutto possiamo cercare di usare sempre il pronome "io". Quando ci rapportiamo agli altri, e dobbiamo ottenere qualcosa cerchiamo di dire: Io voglio che, Io posso, Io penso ecc. Questo rafforza la nostra concentrazione e ci aiuta a restare centrati nel dialogo. Il nostro obiettivo è sempre quello di ottenere il massimo dal nostro ambiente sociale, mantenendo alto il livello di soddisfazione e la popolarità all’interno del gruppo di riferimento. Ottenere certi risultati non è difficile, dobbiamo solo allenarci a utilizzare e sviluppare certe competenze, così come quando impariamo qualcosa di nuovo, è una sorta di ristrutturazione, di apprendimento. Secondo punto: abituiamoci, nel limite del possibile, a dire quello che proviamo. Cerchiamo di essere sinceri. Alle volte, quando si vuole ottenere qualcosa è più facile affrontare in modo franco i problemi che rifugiarsi dietro mezze verità.Terzo punto: adottare una mimica facciale congruente con i sentimenti. Sentiamoci liberi di stare bene nel nostro corpo, è bello sentirsi liberi e soddisfatti di se ... continua ...

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L'influenza della depressione come fattore di rischio per i disturbi cardiovascolari

06:52 Redazione 0 Comments

E' stato dimostrato da numerosi studi che la depressione rappresenta un fattore di rischio per i pazienti che presentano disturbi cardiovascolari. E' stata evidenziata in sostanza la correlazione tra depressione e aumento del rischio cardiovascolare nei pazienti infartuati e in quelli che hanno avuto una diagnosi di disturbo aortocoronarico. L'isolamento sociale e le problematiche affettive relative agli sbalzi d'umore contribuiscono ad aumentare i fattori di rischio (compresi la minore aderenza terapeutica). Circa il 20% dei pazienti con infarto miocardico ha avuto una diagnosi di depressione precedente all'evento. Non sono stati ancora chiariti i fattori per cui i soggetti depressi avrebbero maggiori probabilità di incorrere in evenienze patologiche di tipo cardiovascolare ne se tali soggetti presenterebbero caratteristiche personali, genetiche o relative allo stile di vita in qualche modo predisponenti o precedenti alla condizione patologica. Tuttavia risulta chiaro che l'umore depresso può influire significativamente sullo stato di salute, abbassando l'efficacia del sistema immunitario e facilitando in qualche modo una condizione di vulnerabilità generale.

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Orientamento: una scelta sbagliata del corso di laurea può influire sulla nostra motivazione

06:15 Redazione 0 Comments

Tra le cose più importanti da fare quando si deve scegliere il corso di laurea é capire realmente a cosa si é portati, sforzarsi di comprendere quali sono i talenti su cui scommettere. Scegliere l'università non é una passeggiata e una scelta errata può essere il peggiore degli inizi, sia da un punto di vista strategico che operativo. Strategico perché senz'altro partiamo con una marcia in meno rispetto ai nostri concorrenti. Operativo perché alla lunga i risultati che otterremo non potranno che essere mediocri, o al massimo sufficienti, visto che il corso di studi scelto non sarà adeguato alle competenze e alle nostre reali aspettative. Dovremo scegliere allora con oculatezza ciò che realmente é alla nostra portata, ciò che ci garantisce anche nel lungo termine una spinta motivazionale. Quel che é importante é riuscire ad incrociare gli aspetti legati a noi e alle nostre caratteristiche personali con le aspettative, i desideri e gli obiettivi che vogliamo raggiungere. Questa sorta di analisi dei dati deve essere sempre pensata considerando il contesto in cui ci troviamo ad operare. Se voglio diventare un cardiochirurgo ad esempio, devo essere consapevole che non solo dovrò fare molti sacrifici, ma che la scelta del corso di laurea (e del percorso professionale) dovrà essere presa in considerazione coerentemente con il contesto in cui vivo e con le risorse offerte dal mio ambiente. Probabilmente dovrò studiare lontano da casa e fare corsi di specializzazione all'estero. E questo, credetemi, non é un aspetto di poco conto.

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Dieta e comportamento alimentare: una questione di stile - Quarta parte

06:09 Redazione 0 Comments

(Continua dalla terza parte). Come sottolineato nell’articolo precedente, le qualità del the verde sono interessanti. Esso contiene infatti l'epigallocatechina gallato, che è un particolare tipo di catechina con tantissime funzioni, tutte protettive e inibitrici di meccanismi considerati responsabili della formazione di tumori. E’ infatti un inibitore dell'angiogenesi, delle metalloproteasi (una famiglia di enzimi) e delle chinasi ciclinadipendenti (sono proteine che regolano il ciclo cellulare). Comunque, senza complicarci troppo la vita con nomi particolari, basta sapere che studi sottolineerebbero il valore protettivo del the verde per il nostro organismo. In generale si può quindi affermare che se scegliamo di consumare frutta e verdura certo non sbagliamo, anzi. Chiaramente la scelta degli alimenti deve essere sempre ponderata in base alle caratteristiche di salute soggettive e sempre tenendo conto del parere del medico. Spazio quindi a frutta, verdura, ortaggi. Una ricerca denominata progetto EPIC e che ha coinvolto più di 500000 persone, ha infatti dimostrato l'efficacia di questi cibi, proprio perché molto ricchi di fibre vegetali. Ottimi sono pure i legumi, riso, pane integrale (meglio se a lievitazione naturale). Al pesce poi dovremo riservare il giusto spazio in quanto ci fornisce un ottimo apporto di grassi polinsaturi (i famosi omega-3). Dimentichiamo qualcosa? Forse la cosa più importante: quello che è veramente fondamentale non è modificare il solo modo di mangiare, quanto piuttosto il nostro stile di vita individuale. Modificare il proprio stile di vita significa assumere un comportamento alimentare protettivo, cioè far proprio un baglio culturale fondamentale, che sa di salute, di prevenzione, di benessere:
STILE DI VITA --> COMPORTAMENTO ALIMENTARE PROTETTIVO (EDUCAZIONE ALIMENTARE) --> PROGRAMMA DIMAGRANTE SCELTO DAL MEDICO --> PERDITA DI PESO
Proprio per questo motivo gli stili alimentari sani devono essere proposti ai nostri figli fin dall’inizio, anche perché non si cambia la qualità d’un terreno dall’oggi al domani, ma solo lavorando per tempo, con impegno e dedizione. Il ruolo dei genitori è strategico per l’educazione alla salute e per far comprendere l’importanza dei concetti di prevenzione e benessere. Un corretto utilizzo del cibo, unito a una attività fisica ci permetterà di essere realisticamente ottimisti.

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Per la scelta dell’università massimizzare i risultati per centrare pienamente l’obiettivo prefissato - Prima parte

06:46 Redazione 0 Comments

Mi sembra utile considerare il processo di scelta dell'università come una attività di problem solving. Sappiamo quanto importante possa essere la scelta del corso di studi e quanto questa possa influire sul proprio percorso professionale. Tuttavia ancora oggi molti giovani in uscita dalle scuole superiori si trovano a dover affrontare il periodo di transizione e di passaggio verso il mondo dell'università con qualche ansia di troppo e senza essere sicuri di fare la scelta giusta. Cosa significa scegliere? Scegliere significa innanzitutto potere fare un passo iniziale, seguire una piccola pista da seguire che ci permetta in futuro di imboccare la strada senza incertezze. E proprio come accade durante un processo di problem solving è necessario affrontare la questione tappa per tappa, una analisi dettagliata di ogni aspetto. In ballo ci siamo noi, con il nostro futuro e le nostre aspettative. Obiettivi, desideri, potenziale umano, fattori e risorse ambientali sono tutti ingredienti che faranno parte del processo di scelta, aspetti rilevanti di cui sarebbe impossibile non tenere conto. Così come avviene per risolvere un problema, la scelta dell'università comporta la messa in discussione di noi stessi, anche a partire dalle nostre competenze di base e dalla capacità di adattamento.

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Il bambino difficile: un esempio pratico di training gestionale per i genitori

06:37 Redazione 0 Comments

Come é purtroppo noto molti studi hanno messo in evidenza che i problemi comportamentali dei bambini sono spesso associati a cattive modalità di gestione dei genitori. Alcuni ricercatori descrivono vere e proprie escalation cicliche di interazioni coercitive tra genitori e bambini tanto da generare meccanismi a feedback di rinforzi avversivi basati proprio sulla coercizione. L'Oregon Social Learning Center ha messo a punto un programma di training per genitori basato su alcuni punti fondamentali: 1) insegnare ai familiari come individuare i loro comportamenti disfunzionali; 2) far apprendere ad applicare correttamente le tecniche di rinforzo, rappresentate da elogi, sistemi a punti, ricompense, token economy ecc.; 3) far assegnare correttamente punizioni, anche privando il bambino per un breve lasso di tempo di situazioni piacevoli o che comportano privilegi (ad esempio far giocare per un minor tempo con i videogiochi); 4) imparare a supervisionare i figli in ogni momento della giornata, avendo cura di sapere cosa stanno facendo; 5) attivare strategie di problem solving. Spesso i problemi nascono perché molti genitori non sono in grado di fornire istruzioni chiare circa il comportamento da eseguire, mettono in atto flussi di parole concatenate male, sono assillanti, generano commenti vaghi e specificano istruzioni poste in forma di domanda e con razionalizzazioni. Ciò che conta é invece la chiarezza, la specificità e la direttività.

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