Il Papa a Palermo: giovani, famiglia, lavoro ma sempre dal punto di vista del modernismo conservatore - Seconda parte

05:32 Redazione 0 Comments

(Continua dalla prima parte). Una teologia quindi che supporta una visione della chiesa che molti giudicano più vicina ai problemi concreti della gente (a partire dal modernismo sociale). "Meno dibattiti e più battiti" come usava dire Giovanni Testori, enfatizzando il peso di una Chiesa satura di convegni e di nostalgici rituali. L'ala conservatrice dominante ha ad esempio non abrogato il cosiddetto "Rito Tridentino" quanto piuttosto ha provato ad ottenere una sorta di nicchia all'interno dei riti ecclesiali esistenti. É insomma quella dei "cattoprogressisti" (così definiti) una apertura al mondo laico, con una continua enfatizzazione dell'importanza storica del Concilio Vaticano II. Ed occorre effettivamente una Chiesa che possa testimoniare con fermezza la carità, partendo dagli spunti e dalle riflessioni sociali dettate dai problemi attuali. Un ala progressista quindi che attacca una certa apologetica teologica per la quale si ha l'impressione a volte che certe parole possano contare più dei fatti. L'impegno del Cardinale Tettamanzi é stato in questo senso abbastanza chiaro, a partire dai suoi scritti e dai suoi insegnamenti. Come nella famosa lettera "Il Signore è vicino a chi ha il cuore ferito" destinata agli sposi in situazione di separazione, divorzio o nuova unione. Un messaggio importante che sottolinea quanto la chiesa dovrebbe essere vicina a coloro i quali hanno il cuore ferito. La fine del matrimonio dovrebbe essere in sostanza un motivo di sofferenza anche per la chiesa e soprattutto una "fonte di interrogativi pesanti". Nella sua disquisizione, il Cardinale Tettamanzi sostiene che in certe occasioni non solo è lecito ma probabilmente inevitabile la decisione di una separazione, ove questa rappresenti un motivo per difendere la dignità delle persone e per evitare danni e traumi più profondi (anche psicologici oltre che spesso fisici). E d'altronde (come ben sanno i lettori di questo Blog che ha come argomento principale la Psicologia e la salute) il benessere e la salute psicologica delle persone si misurano anche e soprattutto a partire da queste cose, valutando la qualità delle relazioni ed il senso di soddisfazione e di pienezza che si può esperire (si pensi alla psicologia della salute o ai temi legati alla salutogenesi). .. Continua ..

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Indonesia: terremoto, tsunami e vulcano Merapi. Ma che succede alla terra?

11:00 Redazione 0 Comments

Come sempre non possiamo fare a meno di rimanere irretiti di fronte alle continue notizie che i media scaricano insistentemente sui nostri sistemi sensoriali. E di notizie belle poche. O meglio le notizie positive ci sono, ma probabilmente non fanno audience, non tirano insomma. Per cui siamo in balia di ciò che ci viene propinato. Certo, se una notizia deve essere data, che venga diffusa, siamo qui ed abbiamo il diritto di essere informati. Ma che effetto può avere sulle nostre vite, sulla nostra mente, il continuo bombardamento di fatti e notizie negative? Aggrovigli e descrizioni di tragedie, fatti di sangue, grotteschi e orrorifichi scenari di questa nostra società. Oggi ad esempio siamo tutti ad osservare le bizzarrie del tempo e la forza della natura, inquietudini della nostra terra che pare voglia ribellarsi, risvegliarsi da un certo torpore. In Indonesia c’è stato un altro terremoto ed un altro tsunami. Gli stati si mobilitano per gli aiuti e pure il vulcano Merapi (isola di Giava) fa sentire la sua voce, eruttando ceneri e gas. Per questo pure il presidente Indonesiano Yudhoyono ha interrotto la visita in Vietnam. Non è che per caso l’attività tellurica globale della terra stia aumentando? Speriamo di no, in ogni caso possiamo ancora consolarci con il grande fratello o con Xfactor. Meno male che c’è la Tv.

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Un piano d'azione per affrontare i problemi

04:56 Redazione 0 Comments

Quante volte ci siamo bloccati davanti a un problema considerato insormontabile, irrisolvibile, troppo impegnativo da affrontare? Quante volte ci siamo considerati incapaci ed erroneamente consapevoli che le nostre risorse sarebbero state insufficienti per tener testa a tutti gli impegni quotidiani? Queste sensazioni, questi pensieri distorti, si originano da una situazione globalmente deficitaria, ci sentiamo schiacciati dagli eventi perché lo stress elevato, la vita di tutti i giorni contribuiscono a diminuire le nostre capacità adattive. Quanto più saremo capaci di adattarci ai cambiamenti ed essere flessibili, tanto più riusciremo a far fronte con maggiore efficacia alle problematiche che via via potranno presentarsi. Ma se abbiamo un problema specifico come facciamo ad affrontarlo? Potremmo predisporre attentamente un piano di azione, una procedura che permette di affrontare i problemi con maggiore sicurezza e basata su una metodica strutturata, tale da poter gestire meglio l’evento stressante.
Prima di tutto, a) Identifica il problema: “che cosa padroneggio con difficoltà?” b) Considera i tuoi obiettivi “che cosa vorrei cambiare? Come vorrei che le cose cambiassero?” c) Soffermati su un esempio del problema d) Fatti le domande: “quale è la situazione in cui il problema si manifesta? Dove si manifesta? Quando? Quanto spesso? Con chi? Cosa facciamo in quella situazione? Cosa mi piacerebbe cambiare? Quali sono le cose che mi impediscono di risolvere il problema?”
Successivamente dovremmo collegare le informazioni raccolte: a) Pensa a quante più possibili soluzioni puoi e a quale potrebbe essere il risultato di ognuna b) Concentrati sulle migliori soluzioni possibili (miglior risultato/facilità di attuazione)
E quindi scegliere: La nostra soluzione del problema. A questo punto possiamo costruire il nostro piano d’azione decidendo come ottenere praticamente la soluzione e pianificando quali azioni fare. Potremo mettere in atto allora la nostra risposta. Questo ci consentirà di verificare la soluzione scelta chiedendosi cosa ha funzionato e cosa non ha funzionato nella eventualità di un insuccesso. L’aspetto più importante su cui lavorare riguarda una corretta e accurata pianificazione, con una adeguata valutazione dei comportamenti richiesti dal compito.

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Su Anna Favella e “Terra ribelle”: mi è piaciuta molto

16:10 Redazione 0 Comments

Quando ho sentito che ci sarebbe stata una nuova fiction su RaiUno, chiamata “Terra ribelle”, ho lasciato spazio a un lieve sorriso, ho pensato la solita fiction, un prodotto che ho subito archiviato forse anche con un po’ di pregiudizi. Poi ho visto la prima puntata, quasi per caso e così ho continuato a seguire gli episodi. E devo dire che mi sta piacendo. Soprattutto ho scoperto la bravura di Anna Favella, giovane attrice, forse ancora poco conosciuta. Ma è veramente brava, ci scommetterei senz’altro. Certo non sono un critico cinematografico ne un cinefilo, solo uno psicologo e quindi leggete col beneficio di inventario. Ma questa Anna Favella mi piace molto, ha uno sguardo intelligente, una bellezza antica e spigliata, mi ricorda un pulito simile al sapone di Marsiglia. E poi tutta questa storia mi fa pensare, nell’andirivieni dei ricordi, a quando anch’io ho partecipato al film di Tornatore “Baharia”. Per carità, non storcete il muso, sono stato una semplice comparsa (scena del seggio elettorale, 1972), anche se agli Scout avevo la “specialità” di attore. E quella volta, durante le riprese del film credetemi, mi sono divertito parecchio. E questo mondo del cinema è affascinante, ci si può divertire ed assumere diversi punti di vista nel momento in cui si interpretano certi personaggi. Mi chiedo in questo senso se da un punto di vista psicologico role-taking e perspective taking possano far parte del bagaglio di un bravo attore. Chissà. Tornando ad Anna credo che la rivedremo presto, credo proprio di si. E se potessi parlarle le direi: Brava!

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Sergio Marchionne a "Che tempo che fa". L’Italia non genera utili, ma certo non si devono abbandonare i lavoratori Italiani

09:44 Redazione 0 Comments

Ieri sera c’è stata l’intervista a Sergio Marchionne, l’amministratore delegato di Fiat, una intervista che ho ascoltato e che inevitabilmente mi ha fatto riflettere su una serie di aspetti e situazioni che sono relative da un lato al nostro paese e dall’altro alle nuove logiche aziendali, spesso inevitabili, quasi costrette dalle spietate strategie di mercato e dalla concorrenza fra i prodotti e le nazioni. Il punto è che si farebbe a meno dell’Italia, o meglio, a voler guardare esclusivamente ai ricavi, questi sono inesistenti per quel che concerne la produzione Italiana. Il problema è che dietro ai numeri ci stanno le persone, o meglio, gli operai e le loro famiglie. Certo, devo ammettere, che negli ultimi tempi gli operai hanno perso un bel po’ della loro coscienza di classe e l’Italia e gli Italiani non siamo del tutto privi di colpe. Tuttavia non è possibile, in un ottica strategica di risanamento e di riposizionamento di una azienda come la Fiat, non tener conto della gestione di questi lavoratori. Non è possibile insomma abbandonarli, ne abbassarne i salari, ne modificare o stravolgere la contrattazione. Se si vuole un cambiamento questo deve essere graduale. La Fiat deve aumentare la produttività con gli operai Italiani, non abbandonare del tutto il paese. Mi sembra quasi un obbligo istituzionale. Del resto dopo decenni di contributi statali sarebbe il caso, e sarebbe il caso che produttività non generasse povertà e precarietà.

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Le vostre domande: Che cosa è la psicotrapiantologia?

05:38 Redazione 0 Comments

Psicotrapiantologia è un termine specifico che fa riferimento a tutte le applicazioni cliniche della psicologia nell’ambito dei trapianti d’organo. La valutazione psicologica rappresenta infatti uno dei momenti principali del lavoro svolto con i pazienti in attesa di trapianto e si caratterizza per molteplici aspetti peculiari. Per approfondire: www.psicotrapiantologia.blogspot.com

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Quando le frasi d'amore ci aiutano a comunicare i sentimenti

05:48 Redazione 0 Comments

Nelle frasi d'amore spesso cerchiamo una sintesi per comunicare ciò che proviamo. Un sentimento complesso come l'amore e la varietà di emozioni ad esso collegate necessitano a volte di un tentativo di sintesi, quasi a voler far ordine, sistemare quel groviglio di fuoco che ti senti addosso, in uno sterminio variegato di sentimenti, parole dette e frasi pronunciate. Nelle frasi d'amore cerchiamo allora una sintesi perfetta, specie durante le prime esperienze sentimentali e durante le relazioni affettive, come un archetipo che possa far comprendere al partner ciò che proviamo e quanto importante possa essere per noi quella relazione. Tutti cerchiamo un espressione perfetta, splendide frasi d'amore che lascino il segno, magari sussurrate piano e a labbra socchiuse, sotto un manto di stelle o con la luce della luna riflessa sull'acqua del mare, così calmo, alleato perfetto nell'estasi dell'amore, antecedente a una magia di pelle e di corpi.

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Il Papa a Palermo: giovani, famiglia, lavoro ma sempre dal punto di vista del modernismo conservatore - Prima parte

05:26 Redazione 0 Comments

Come è ormai noto recentemente la città di Palermo è stata al centro dell'ultimo viaggio pastorale di Benedetto XVI, una venuta in grande stile, organizzata con spasmodica precisione dalla chiesa locale. Tutto si è svolto all'interno di una cornice costruita sapientemente, affastellata dai politici che come al solito hanno occupato le prime file, e poi a seguire, in una sorta di simbolica categorizzazione degli uomini e dei ceti, i prelati, le associazioni, i giovani, agglomerati umani carichi di sorrisi e speranze incastrate nelle vite d’ogni giorno. Una giornata fitta di impegni quindi per un appuntamento aspettato a lungo dalla città di Palermo. Davvero a lungo visto che una volta eletto alla soglia Pontificia, Benedetto XVI ha aspettato ben cinque anni prima di fare un viaggio pastorale in Sicilia. Una terra che a dire il vero reclama giustizia e attenzioni da tempo immemorabile (forse dalla questione meridionale?). Fra i momenti cruciali della giornata l'incontro con i giovani, un happening che ha segnato poi la conclusione del viaggio pastorale. Come sempre si é potuta constatare una focalizzazione sui temi della famiglia e dei giovani, ove però il messaggio é stato veicolato a partire da un preciso approccio teologico, da quel modernismo conservatore a cui Benedetto XVI ci ha ormai abituato. Uno specifico modo di intendere il mondo e la chiesa insomma e che rappresenta l'ala "dominante" dell'ecclesia di oggi. Una vision che pur tuttavia non descrive esaurientemente l'intero afflato del popolo cattolico. Ci riferiamo chiaramente a quel modernismo progressista, a quella ala di rinnovamento oggi rappresentata dall'episcopato progressista appunto, Martiniano, e che ha oggi nel Cardinale Dionigi Tettamanzi il suo punto di riferimento. É il Cardinale Tettamanzi un eccellente pastore della chiesa, una mente aperta al mondo e ai suoi problemi concreti. .. continua ..

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Scelta dell'università: bene se basata su una analisi approfondita di se

05:42 Redazione 0 Comments

Secondo il mio punto di vista le politiche che vengono attuate oggi a livello scolastico sono deficitarie rispetto alle necessità a cui devono far fronte i giovani. La formazione dovrebbe essere considerata come un immensa risorsa nella quale investire a lungo termine. Ma le energie che vi sono destinate sono assolutamente insufficienti. In fondo la questione riguarda le generazioni future e il mondo che si potrà costruire domani. Spesso ci si trova di fronte a uno scenario che disorienta, specie se ci si trova a dover compiere "il grande salto" verso il mondo dell'università. E quale università scegliere? A quale corso di laurea iscriversi? Scegliere ciò che ci piace o che può offrire maggiori opportunità di lavoro? Si tratta di una scelta o meglio di un percorso di scelta che dovrebbe esser partito da lontano, un cammino iniziato già a partire dalle scuole superiori, un lavoro di ricerca e di scoperta affrontato anche con l'aiuto dei docenti. Chi sceglie di continuare a studiare decide di porre un certo numero di mattoni che serviranno per la costruzione del suo futuro. E' questa quindi una scelta fondamentale ma che deve necessariamente partire da una analisi approfondita di se. Chi sono? Cosa so fare e cosa mi piacerebbe fare? Quali sacrifici sono disposto ad affrontare per ottenere ciò che voglio? Sono disposto a cercare un compromesso? Quanto conta il mio sistema valoriale? L'ambiente in cui vivo può aiutarmi a ottenere ciò che voglio? Dispongo delle risorse economiche necessarie? Quali sono i fattori protettivi su cui posso contare? E i fattori di rischio? Sono queste domande fondamentali a cui si é chiamati a rispondere perché oggi, ancor più che in passato, la scelta dell'università e del corso di laurea é una scelta strategica, che può essere un punto di forza o di debolezza.

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Le vostre domande: Che cosa è il comportamento protettivo nei disturbi d’ansia?

05:34 Redazione 0 Comments

Il comportamento protettivo rientra nelle cosiddette strategie di evitamento nei disturbi d’ansia e rappresenta uno dei principali fattori di mantenimento del disturbo stesso. Il soggetto si sottrae in sostanza allo stimolo fobico o ansiogeno proteggendosi, ma allo stesso tempo aumentando le false credenze circa la pericolosità della situazione che ha evitato.

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Alle porte il Congresso di Milano dell’European Association for Behavioural e Cognitive Therapies (EABCT 2010)

09:33 Redazione 0 Comments

Una nota per ricordare a tutti gli amici e colleghi l’approssimarsi dell’appuntamento con il congresso EABCT 2010. Questo importante Congresso dell’european association for behavioural e cognitive therapies si terrà a Milano dal 7 al 10 Ottobre 2010, quindi è praticamente alle porte. L'Associazione europea per le terapie comportamentali e cognitive (EABCT) riunisce 44 associazioni provenienti da 31paesi diversi. Qui si condivide e si promuove un obiettivo fondamentale, che è quello di sviluppare i più alti standard della pratica clinica attraverso lo sviluppo della ricerca e di protocolli scientifici rigorosi.

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L’importanza della psicologia della salute per un approccio biopsicosociale alla salutogenesi - Prima parte

05:38 Redazione 0 Comments

Come é noto la psicologia della salute si é sempre occupata dello studio concernente i fattori che operano a favore della promozione e del mantenimento della salute. La salute, bene primario, riguarda un benessere globale che non comprende esclusivamente il concetto di ”assenza di malattia”, con una connotazione meramente biologica. Il benessere é benessere biopsicosociale, nel senso che é primariamente costituito da fattori biologici, psicologici e sociali. Un concetto pieno e rotondo quindi, che comprende tre ampi aspetti della vita individuale. Un soggetto può percepire un benessere globale infatti, se tutti gli aspetti della sua vita (biologici, psicologici e sociali) concorrono complessivamente ad un funzionamento adeguato e quindi alla sua felicità. Si può non soffrire di alcuna malattia fisica ed eppure si può vivere in una condizione di precarietà psicologica o di isolamento sociale tale da generare sofferenza ed interferire con il benessere percepito. Considerando quindi la promozione ed il mantenimento del benessere, la psicologia della salute si interroga circa i fattori protettivi ed i fattori di rischio della salute stessa. Vicina alla psicologia medica e alla medicina comportamentale essa considera l'individuo come un organismo attivo che interagisce con il proprio ambiente e che é dotato di una consistente influenza dei fattori genetici e biologici.Quotidianamente misuriamo le nostre capacità e le nostre competenze, utilizziamo le nostre risorse impegnandoci in una continua attività di problem solving.

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